Cresce ancora l’utenza della Metro C di Roma, spinta dall’apertura delle stazioni Colosseo e Porta Metronia. Secondo quanto illustrato da Atac in una audizione congiunta delle commissioni Mobilità e Turismo, nei primi otto mesi del 2026 i passeggeri sulla linea sono aumentati di circa il 25%, dopo l’11% registrato nei primi quattro mesi dell’anno. Alla sola stazione Colosseo sono stati conteggiati 1,5 milioni di transiti e visitatori. L’obiettivo fissato di superare i 17 milioni di viaggiatori entro la fine del 2026 appare a portata, ma il numero di treni in servizio resta sostanzialmente invariato e i disagi si concentrano soprattutto nelle aree periferiche.
La spinta del nuovo collegamento con il centro
Rispetto al periodo in cui la linea terminava a San Giovanni e imponeva l’interscambio, il collegamento diretto con il centro storico e con la linea B ha reso la Metro C più attrattiva fin dai capolinea periferici come Pantano. La combinazione di pendolari e turisti ha generato un doppio flusso costante, con convogli spesso pieni già dalle prime fermate esterne, rendendo più complessa la salita a bordo per chi si muove verso Roma nelle ore di punta.
Affollamento in crescita e capacità sotto pressione
L’incremento di utenza ha accentuato l’affollamento dei convogli, con conseguenze su comfort e regolarità della circolazione. Anche il decimo treno straordinario immesso da Atac nel turno mattutino, oltre agli 8-9 abitualmente in esercizio, non risulta sufficiente a compensare la domanda nelle fasce più congestionate. Le operazioni di salita prolungate allungano i tempi di fermata e i treni che seguono accumulano ritardi progressivi, con ripercussioni sull’intera tratta.
Una settimana difficile tra guasti e rallentamenti
Negli ultimi giorni si è registrata una sequenza di criticità che ha messo sotto stress la rete. Lunedì 28 settembre il servizio è stato fortemente rallentato, in particolare tra Malatesta e Colosseo, con code di convogli e banchine affollate. Martedì 29 settembre un guasto ha interrotto momentaneamente la circolazione in piena ora di punta mattutina. Mercoledì 30 settembre si è verificata la situazione più complessa con lo stop tra Giardinetti e Malatesta, la tratta più satura dell’intera linea, a cui è seguito un ulteriore fermo di circa 20 minuti dovuto all’azionamento di un pulsante di emergenza a bordo. Per molti pendolari si è trattato dell’ennesima odissea al termine di una estate particolarmente complicata sul fronte dei trasporti.
Vandalismi e gestione delle emergenze
Alcuni episodi hanno riguardato l’uso improprio dei dispositivi di sicurezza a bordo. Il presidente della commissione Turismo di Roma Capitale, Mariano Angelucci, ha riferito di essere rimasto bloccato due volte in treno a causa dell’azionamento del freno di emergenza. Angelucci ha ricordato l’assenza di un presidio fisso nelle stazioni e ha spiegato che “sono dovuti intervenire operatori provenienti da altre stazioni per sbloccare manualmente il tiraggio del freno e permettere al treno di ripartire”. Tali interventi richiedono tempi tecnici non trascurabili, con effetti a catena sulla regolarità del servizio.
Le prospettive del servizio e i nuovi treni
Per supportare l’aumento strutturale della domanda, la prospettiva indicata riguarda l’arrivo di 17 nuovi convogli senza conducente destinati alla terza linea metropolitana. L’entrata in esercizio è prevista non prima del 2029. Nel frattempo Atac e Comune di Roma dovranno intervenire sull’infrastruttura esistente con misure tese a mitigare i disagi, migliorare la gestione delle fermate più affollate e contenere gli impatti dei rallentamenti, specie nelle tratte periferiche dove si concentra la domanda pendolare.
Domanda in crescita e risposta operativa
La centralità assunta dalla stazione Colosseo come punto di scambio con la linea B e porta di accesso al cuore monumentale della Capitale ha valorizzato l’intero tracciato della Metro C. La sfida ora è bilanciare attrattività e capacità, garantendo affidabilità nel breve periodo e un incremento di offerta nel medio termine. Le azioni di contenimento dei ritardi, la prevenzione degli atti vandalici e la corretta informazione ai passeggeri rappresentano tasselli essenziali in attesa dei nuovi treni e dell’ulteriore evoluzione della rete.