Roma si interroga sul futuro del verde urbano lungo i cantieri della Metro C, con particolare attenzione a piazza della Chiesa Nuova. Dopo giorni di polemiche per gli espianti, il sindaco Roberto Gualtieri ribadisce la linea dell’amministrazione: «Nessuno abbattuto, se sradicati saranno ripiantati».
Le rassicurazioni del Campidoglio
Il primo cittadino chiarisce che la strategia sui lavori in corso punta a salvaguardare ogni esemplare. «Ogni albero - spiega Gualtieri - viene espiantato con tecniche specifiche che preservano l'apparato radicale, per essere poi ripiantato e continuare a vivere. Alcuni sono già stati ricollocati, come i lecci di Viale Mazzini, nel Parco di Monte Mario, vicino alla scuola Parco della Vittoria. Altri, come le paulonie di Piazza della Chiesa Nuova, sono stati trasferiti temporaneamente in vivaio, in attesa del momento migliore per il reimpianto».
La stessa impostazione, sottolinea il sindaco, vale per tutte le nuove fermate: «Per i lavori delle nuove stazioni della Metro C non è previsto alcun abbattimento di alberi. Abbiamo scelto di salvarli tutti».
Le contestazioni in piazza della Chiesa Nuova
Le rimozioni e la potatura dei «tre alberi di Trilussa» hanno acceso il dissenso di residenti e comitati. L’associazione Curaa ha presentato denunce penali contro il Comune, chiedendo un intervento al ministro della Cultura Alessandro Giuli. Nel mirino anche l’utilità della futura fermata e le modalità di coinvolgimento: «qua una stazione inutile, a metà strada tra quelle di piazza Venezia e Castel Sant’Angelo».
Ripiantumazioni e nuove piante a Prati
Dal Campidoglio arriva l’impegno a compensazioni immediate nel quadrante di Prati. «È una scelta più complessa e più costosa, ma necessaria. Abbiamo inoltre previsto una compensazione immediata per il quadrante, con la piantumazione di altri 259 alberi tra via Monte Pertica, via Monte Zebio, via Marcello Prestinari e via Filippo Corridoni. Perché vogliamo una città più moderna, senza rinunciare al suo verde».
L’intervento si inserisce nel più ampio obiettivo di integrare infrastrutture e patrimonio arboreo, con reimpianti programmati e ricollocazioni già avviate tra Parco di Monte Mario e aree limitrofe.