Nei depositi Atac non c’è più spazio e il sesto treno Hitachi destinato alla Metro B ha solo attraversato Roma per essere parcheggiato a Bologna, negli stabilimenti italiani del costruttore. La commessa per 36 convogli, pensata per migliorare servizio e frequenza sulla linea, procede dunque tra consegne formalmente rispettate e vincoli logistici nella Capitale.
Il convoglio verso Bologna
Nella notte tra il 25 e il 26 luglio il sesto treno è arrivato da Reggio Calabria. In passato i nuovi convogli erano stati instradati verso la stazione Ostiense e poi trasferiti al deposito di Magliana Nuova. In questa occasione, invece, il mezzo è transitato senza sosta operativa a Roma, proseguendo la corsa verso nord fino a Bologna.
Depositi saturi e tempi di rientro
Secondo quanto appreso, il deposito Atac deputato ad accogliere i nuovi treni è saturo e non poteva ricevere il convoglio. Per rispettare il cronoprogramma concordato da Hitachi con il Comune di Roma, il treno risulta comunque consegnato ed è stato temporaneamente fermato a Bologna. Il rientro nella Capitale è atteso a settembre, una volta risolto il problema di spazio, anche perché i convogli già consegnati, incluso il primo arrivato nell’aprile 2025, non sono ancora in servizio.
Collaudi e autorizzazioni
L’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, ha spiegato che, dopo oltre cento prove, i collaudi statici e dinamici dei nuovi convogli della Metro B sono stati completati. È in corso l’ultima verifica tecnica: un professionista esterno sta predisponendo la relazione conclusiva sulla piena conformità rispetto al progetto e alle caratteristiche di linea. Terminata questa fase, la documentazione passerà al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ad Ansfisa, che istituiranno una commissione incaricata di esaminare il fascicolo e rilasciare il nulla osta all’esercizio (NOE), un iter che non dipende da Roma Capitale.
Quando i nuovi treni in linea
Solo dopo il via libera ministeriale il primo convoglio potrà iniziare il rodaggio senza passeggeri, pari a 5.000 chilometri, circa un mese considerando una media di 200 chilometri al giorno. Per i successivi basteranno 1.500 chilometri. Se il NOE arrivasse nelle prossime settimane, l’obiettivo resta l’entrata in servizio del primo treno entro settembre, creando spazio nei depositi e consentendo il rientro del convoglio fermo a Bologna. Alla luce degli sviluppi recenti, tuttavia, le tempistiche restano incerte per i pendolari della Metro B.