Mercato Trieste in stato di mobilitazione per l’autorimessa di via Chiana, chiusa dal 2017. Venerdì 22 maggio alle 9.30, davanti agli ingressi del mercato Trieste, operatori, residenti e clienti si fermeranno per chiedere al Comune di Roma un’accelerazione sulla messa in sicurezza e sulla riapertura, anche parziale, del parcheggio multipiano.
La protesta nel quartiere Trieste
L’Ags Mercato Trieste, guidata da Amedeo Valente, ha inviato nelle scorse settimane una richiesta formale al sindaco Roberto Gualtieri, senza ricevere riscontri. La mobilitazione riprende il filo della manifestazione del settembre 2021, quando l’appello fu rivolto alla minisindaca del Municipio II Francesca Del Bello. Oggi, a distanza di anni, gli operatori rilanciano: “Cittadini, residenti e commercianti del quartiere Trieste: è il momento di farci sentire. La struttura di Via Chiana è chiusa ormai da oltre otto anni. Chiediamo con forza la messa in sicurezza e l'apertura del parcheggio in tempi certi e veloci. Non possiamo più accettare l'immobilismo che soffoca il nostro quartiere, danneggia il commercio locale e rende impossibile la sosta. Inoltre il degrado avanzato dello stabile è ormai un pericolo costante per operatori e passanti”.
Le criticità strutturali segnalate
Gli operatori denunciano rischi per passanti e addetti: “Come dimostrato dagli innumerevoli interventi dei vigili del fuoсо, assistiamo a continui crolli di calcinaccio dai cornicioni e di frammenti di vetri dai finestroni, zone in stato di grave ammaloramento. Non solo. Le continue infiltrazioni di acqua, provenienti dai piani superiori, in particolare dal secondo piano e dal piano terrazzato, stanno penetrando nel mercato e nei negozi perimetrali, causando danni progressivamente più ingenti”. Una relazione tecnica del Municipio, consegnata il 30 marzo e protocollata il 10 aprile, evidenzia: “Le cause che hanno provocato e continuanoa provocare danni all’edificio e in particolare alle parti d’opera, nonché rischi per la salute e sicurezza pubblica, sono: l'incapacità dell'impianto di regimazione e smaltimento delle acque piovane per mancata manutenzione e mancanza di pluviali, infiltrazioni d'acqua piovana tramite le coperture per tutti gli altri solai intermedi, mancanza di attività di manutenzione ordinaria in copertura”. Nella stessa nota si richiamano attività mai eseguite: “Riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e le opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti” e si documentano facciate e autorimessa “che per il molto tempo trascorso ha creato situazioni di totale abbandono e ammaloramento”.
L’iter amministrativo e le richieste
La chiusura ha sottratto 420 posti auto in un’area già congestionata. Interventi di sicurezza tra il 2022 e il 2023 non hanno risolto le infiltrazioni, come confermato anche da analisi tecniche. A dicembre 2024 Roma Capitale ha avviato un project financing per la riqualificazione, poi rallentato anche dal nuovo quadro normativo europeo. Intanto gli operatori ribadiscono: “Senza entrare nel merito degli innumerevoli quanto travagliati episodi che hanno accompagnato questi anni di chiusura di un servizio così importante per il quartiere e per il mercato, va subito sottolineato che ad oggi la situazione è diventata non più sostenibile. Se durante questi anni abbiamo più volte sollecitato una rapida soluzione delle problematiche in essere, rilevando il danno economico per il mercato e il disagio per i cittadini, privati da un giorno all'altro di oltre 400 posti auto, ora dobbiamo aggiungere la crescente preoccupazione per i rischi connessi all'abbandono dellastruttura e alla totale assenza di qualunque opera di manutenzione ordinaria”. Tra le ipotesi circolate figura l’apertura parziale del piano interrato, l’unico rinnovato, con gestione affidata all’Ags: “L'impiantistica è nuova, c'è un sistema anticendio del 2023, c'è spazio per circa 120 macchine”.