Proteste e richieste di confronto attorno al futuro degli ex Mercati generali di Ostiense. Comitati e residenti accusano le continue varianti di aver diluito l’interesse pubblico «fino a perderlo del tutto», a vantaggio dei privati. Durante le assemblee annunciano una mobilitazione destinata a durare: «la battaglia è appena cominciata e vogliamo vincerla». E chiedono al Campidoglio di aprire una «trattativa vera», con la minaccia di ricorsi qualora l’istanza restasse senza risposta.
Il progetto e il cronoprogramma
L’area, circa 9 ettari dismessi a fine anni ’90, è affidata al gruppo Hines, che ha programmato la riqualificazione e la costruzione di uno studentato da 2 mila posti letto per un investimento di 380 milioni. Il Campidoglio ha indicato cantieri al via nel 2027, con chiusura in tre anni secondo un piano «fast».
L’iter e gli atti
La vicenda parte nel 2004 con l’ingresso nei bandi internazionali e una concessione sessantennale, con progetto architettonico firmato da Rem Koolhaas. Nei passaggi successivi sono intervenute varianti approvate sotto diverse amministrazioni, fino alla vigilanza Anac. La giunta Gualtieri ha sbloccato il dossier ottenendo il nullaosta dell’Autorità; a fine luglio l’Aula ha confermato l’interesse pubblico, quindi il 10 novembre è stata firmata la convenzione con Hines, documento che i cittadini denunciano di non aver ancora potuto visionare: «L’aspettiamo da 35 giorni». Il Comune ha spiegato di non poter tornare indietro per via di penali da 350 milioni, lasciando margini di modifica delle planimetrie purché nel perimetro del «bilancio economico» concordato.
I nodi contestati
I comitati contestano la riduzione degli spazi destinati a cultura e tempo libero, ritenuti la base dell’interesse pubblico. Secondo i loro calcoli, la quota sarebbe oggi «minoritaria, 24 mila metri quadri sugli 85 mila complessivi», che scenderebbero «appena 6 mila» al netto dei servizi già realizzati. «Dov’è l’interesse pubblico del progetto, confermato dal Comune?», chiedono, citando come riferimento l’esperienza di Roma Tre e sollecitando di «revocare la convenzione», ipotizzando «inadempienze» per lo «sfumare» dell’interesse pubblico.
Economia dell’operazione e partecipazione
I termini dell’accordo prevedono per Hines una rendita annua di 32 milioni (di cui 21 milioni dal solo studentato) e per il Comune di Roma un canone di concessione di 165 mila euro l’anno. I residenti criticano il metodo, segnalando una partecipazione arrivata dopo la firma degli atti e l’assenza di trasparenza sulla convenzione. Nel Municipio VIII, al Caffè Letterario, si è tenuta la prima conferenza urbanistica e civica per mappare la «speculazione nel quadrante» e coordinare le richieste, ribadendo l’appello ad aprire una «trattativa vera».