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"Me ce porti papà", nel Municipio III si parla di autismo in Rima Romanesca

"Me ce porti papà", nel Municipio III si parla di autismo in Rima Romanesca

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Roma si prepara a un appuntamento di forte valore civile e culturale. Mercoledì alle ore 16.30, nell’aula consiliare del III municipio in piazza Sempione 15, è in programma la presentazione di Me Ce Porti Papà, il nuovo libro di poesie di Guido Gentili dedicato al tema dell’autismo. L’evento, a ingresso libero, si inserisce nel calendario di iniziative che valorizzano la produzione letteraria in romanesco e le storie radicate nel territorio.

Un libro che parla di legami e inclusione

Me Ce Porti Papà è una raccolta di versi che racconta la storia di Adriano, ragazzo autistico di diciotto anni, e del padre Giampiero. Il progetto nasce da una frase pronunciata spontaneamente dal giovane, divenuta emblema del libro e del suo sguardo sulla quotidianità: “Me ce porti papà?”. Nelle pagine, la moto è descritta come luogo di libertà e felicità: da quella immagine prende forma un desiderio di condivisione che attraversa l’intera opera, dove il punto di vista poetico sceglie la vicinanza alla vita concreta invece dell’analisi clinica.

La cifra poetica di Guido Gentili

Poeta romano, Gentili adotta il romanesco come lingua espressiva capace di restituire autenticità ed empatia. La sua scrittura nasce dall’ascolto delle persone e delle famiglie, trasformando la poesia in uno strumento di prossimità che unisce esperienze individuali e riflessioni universali. Con Me Ce Porti Papà, l’autore affronta l’autismo con delicatezza e rispetto: non per spiegare, ma per raccontare ciò che accade ogni giorno all’interno di un legame, tra fragilità e forza. Il tratto che contraddistingue il suo lavoro è l’attenzione ai rapporti familiari e alla dignità delle storie, dove l’amore diventa una forma concreta di libertà.

Un appuntamento per il territorio

La presentazione all’aula consiliare del III municipio conferma l’impegno delle istituzioni locali nel promuovere occasioni di incontro intorno alla cultura e all’inclusione. La scelta di piazza Sempione come cornice rafforza il legame con la comunità del Municipio III, offrendo uno spazio di confronto aperto su temi centrali per Roma e il Lazio.