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Maxi sequestro a Porta Portese, profumi rubati per 150mila euro

Maxi sequestro a Porta Portese, profumi rubati per 150mila euro

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Profumi di lusso venduti a prezzi stracciati tra le bancarelle di Porta Portese. Gucci, Armani, Dior, Chanel: il meglio della profumeria acquistabile a meno della metà del prezzo originale. La merce sarebbe stata rubata e poi rivenduta nello storico mercato romano. E’ quanto ricostruito dagli accertamenti della polizia locale che hanno portato al sequestro di oltre 1.300 confezioni di fragranze riconducibili ai marchi più prestigiosi della moda internazionale. Il valore complessivo della merce recuperata supera i 150mila euro.

L'indagine è partita da alcuni controlli effettuati nei mesi scorsi. Agli agenti erano apparsi sospetti i documenti esibiti dal titolare di un banco del mercato, relativi all'acquisto dei prodotti. Approfondimenti e verifiche successive hanno confermato i dubbi degli investigatori, facendo scattare il blitz.

Nel mirino degli agenti del gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale sono finite confezioni di profumi appartenenti a note griffe internazionali, rivendute a prezzi molto inferiori rispetto a quelli di mercato. Cinque persone sono state denunciate con l'accusa di ricettazione aggravata in concorso. Gli accertamenti proseguono per ricostruire la provenienza dei prodotti e individuare eventuali depositi o canali di approvvigionamento della merce.

E sempre sul fronte del controllo del territorio, il XII gruppo Monteverde della Polizia Locale è interevnuto in un'area verde interessata da degrado e occupazioni abusive, nei pressi nei pressi della Scalinata del Righetto. Le cui condizioni di abbandono erano state già testimoniate il mese scorso dalla nostra redazione.

Dopo numerose segnalazioni dei residenti, con il supporto degli operatori di Ama, sono stati rimossi rifiuti e materiali abbandonati: è stata inoltre smantellata una struttura di fortuna e liberato uno spazio pubblico che torna così a disposizione dei cittadini. Sul posto è stato identificato un uomo, al quale è stata proposta un'assistenza alternativa attraverso i servizi sociali del Comune, soluzione che però è stata rifiutata.