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Maxi rissa a Regina Coeli, botte e lanci di sedie a messa: coinvolti un centinaio di detenuti

Dopo le tensioni, scoppia la rissa. Botte a colpi di bastone e lanci di sedie ieri mattina nel carcere di Regina Coeli a Roma dove due gruppi di detenuti, circa un centinaio, si sono affrontati durante la messa domenicale.

"Con la scusa di recarsi alla Santa Messa, che si teneva nella rotonda, i detenuti della III Sezione, complice anche il fatto che i Reparti sono completamente aperti per la folle scelta della vigilanza dinamica, sono partiti in massa, almeno una settantina, armati con bastoni e spranghe ricavate dagli oggetti presenti nelle celle, per aggredire i ristretti ospitati nella VI Sezione. Poteva essere una carneficina tenuto conto che c’erano solo tre poliziotti lì in servizio che comunque hanno fatto veramente l’impossibile per tentare di fronteggiare i rivoltosi".

Maxi rissa a Regina Coeli, botte tra detenuti: usate anche le sedie per la messa

Secondo quanto riporta il Sappe "i detenuti del VI hanno chiamato i rinforzi ed un’altra sessantina di ristretti del loro Padiglione è accorso". E a quel punto sono iniziate le botte: "I detenuti si sono picchiati violentemente, anche con le sedie di legno predisposte per seguire la Santa Messa, dando vita ad una mega rissa. Per fortuna, nessun poliziotto è rimasto coinvolto, contuso o ferito. Poi, con molte difficoltà, si è riusciti a separare e dividere i detenuti. Un lavoro, immane, per i poliziotti in servizio”.

A scatenare il putiferio sarebbe stata, riporta il Messaggero, la soffiata di un detenuto, accusato di aver fatto la spia su un episodio di droga. E così domenica sarebbe partito il regolamento di conti tra i detenuti di due sezioni del carcere.

Somma denuncia: “La cosa più grave che emerge da questa ennesima rissa è che nulla l'amministrazione riesce a porre in essere per eliminare queste lotte tra bande in cui potrebbe anche avere epiloghi peggiori. Ormai questi 'giochi di potere' sono all'ordine del giorno, alla pari di luoghi malfamati come le banlieue francesi dove vige la legge della giungla. Tale situazione di immobilismo da parte dell'amministrazione penitenziaria sta mettendo a dura prova il lavoro della Polizia Penitenziaria, tanto che come Sappe stiamo decidendo di dare vita a breve ad eclatanti azioni di protesta per manifestare il proprio disagio lavorativo”.