Un trionfo sul palco e un percorso a ostacoli per tornare a casa: il maxi evento di Ultimo a Tor Vergata ha richiamato una folla da 250.000 persone e un coro di emozioni lungo venti canzoni. Ma alla festa si è sovrapposta una notte di forti disagi per la mobilità, riaccendendo il dibattito sulla capacità della città di gestire raduni di questa scala senza lasciare i fan bloccati per ore e con informazioni frammentarie sui percorsi di deflusso.
Un'odissea per i fan di Ultimo
Terminato lo show, il flusso si è diretto verso gli snodi chiave: Anagnina per la metro A e Giardinetti per la metro C. Nonostante potenziamenti e servizio prolungato, le attese si sono dilatate fino a picchi di sette ore. A Giardinetti, raggiungibile solo con lunghi tratti a piedi, migliaia di persone hanno camminato per chilometri al buio, tra indicazioni scarse e rallentamenti continui, con inevitabili ripercussioni anche sui collegamenti di superficie.
Scenario ancora più complesso ad Anagnina, dove l'imbuto umano ha mandato in tilt le navette e congestionato gli accessi, imponendo alla sicurezza scaglionamenti per evitare schiacciamenti. La chiusura preventiva dei parcheggi di interscambio ha poi intasato le arterie stradali limitrofe, tra auto di parenti in attesa e code di taxi. I disagi sono proseguiti fino all'alba, alimentando la discussione sull'organizzazione dei grandi eventi e sulla necessità di piani di deflusso più robusti, nonostante i proclami del Comune sui social e le rassicurazioni della vigilia.