Imponente mobilitazione a sostegno del popolo palestinese a Gaza. Secondo gli organizzatori, più di 300.000 persone hanno sfilato dalla centralissima Piazza Vittorio a Roma, fino a Piazza San Giovanni, dove si sono alternati numerosi interventi dal palco. La manifestazione, promossa da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, ha riunito bandiere italiane, palestinesi, israeliane e arcobaleno della pace. Presenti i principali leader dell’opposizione, tra cui Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni, che hanno lanciato un appello alla partecipazione elettorale dell’8 e 9 giugno. Lo slogan più visibile recitava: “Gaza, fermiamo il massacro”. Forte la denuncia verso il governo Meloni, accusato di non prendere posizione chiara sulla crisi in Medio Oriente.
Gaza, partecipazione senza precedenti nel cuore della Capitale
Il corteo, annunciato da giorni e fortemente promosso sui social e tramite reti politiche e associative, ha preso il via nel primo pomeriggio da Piazza Vittorio Emanuele II. Migliaia di cittadini, attivisti, esponenti di partiti politici e rappresentanti di associazioni umanitarie hanno aderito alla marcia denominata “In piazza per Gaza”, il cui obiettivo principale era chiedere l’interruzione immediata delle ostilità nella Striscia di Gaza e il riconoscimento dello Stato di Palestina.
La lunga colonna umana ha attraversato il centro della città fino a raggiungere Piazza San Giovanni in Laterano, dove si sono svolti comizi e performance simboliche. Numerosi cartelli riportavano messaggi di pace e denuncia, e alcuni manifestanti indossavano bandiere palestinesi sulle spalle.
Gli interventi dei leader dell’opposizione: appelli e critiche al governo
Sul palco allestito a Piazza San Giovanni sono saliti i principali rappresentanti dell’opposizione parlamentare. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha chiesto con decisione alla premier Giorgia Meloni di rompere il silenzio istituzionale e prendere una posizione netta contro i bombardamenti a Gaza. Ha esortato il governo italiano a non rinnovare gli accordi di cooperazione militare con Israele e ha sollecitato il riconoscimento dello Stato palestinese.
Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato l’importanza di unire le forze politiche e civili su obiettivi comuni, definendo la manifestazione un momento di “chiarezza e determinazione”. Anche Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, in rappresentanza dell’Alleanza Verdi e Sinistra, hanno insistito sulla necessità di una politica estera coerente con i principi della pace e della giustizia internazionale.
Simboli forti e messaggi visivi contro la violenza in Palestina
Il corteo è stato caratterizzato da numerosi simboli di impatto visivo. In apertura sfilava uno striscione con la scritta “Gaza stop al massacro. Basta complicità”, con i colori della bandiera palestinese. Una grande bandiera raffigurante il dipinto Guernica di Pablo Picasso, simbolo della sofferenza civile causata dai conflitti, è stata portata da un gruppo di manifestanti lungo il percorso.
Durante un flash mob in Piazza San Giovanni, alcune donne hanno simulato la morte di bambini palestinesi stringendo bambole insanguinate, accompagnate dal suono di sirene d’allarme. Questi atti teatrali hanno attirato l’attenzione dei presenti e dei media, trasformando la manifestazione in un evento dall’alto valore simbolico.
Attacchi alla premier e messaggi politici contro l’indifferenza istituzionale
Nel corteo si sono notati anche cartelli e manifesti critici nei confronti della premier Giorgia Meloni e del presidente israeliano Netanyahu. Alcuni manifestanti esponevano immagini dei due accostate a quelle di figure storiche come Mussolini e Hitler, accompagnate da slogan provocatori.
Un cartello in particolare riportava la frase: “Sono padre, cristiano, nonno, italiano: non sono assassino”, in riferimento diretto a dichiarazioni pubbliche della premier. Il clima nella piazza ha mostrato una forte polarizzazione politica, ma anche una chiara volontà di mobilitazione pacifica. Gli organizzatori hanno ribadito che la protesta non intendeva alimentare odio, bensì esprimere una ferma condanna verso ogni forma di violenza e ingiustizia.