Venticinque più uno, in tutto ventisei miniappartamenti, sono stati posti sotto sequestro preventivo in zona Marco Simone. Il provvedimento, disposto dal gip capitolino, è stato eseguito dagli agenti della Polizia Locale di Roma, dalla Sezione di Polizia giudiziaria della Procura specializzata in reati urbanistici e dal IV Gruppo Tiburtino.
Il provvedimento e le ipotesi di reato
L’ipotesi contestata è lottizzazione abusiva. Secondo gli accertamenti, tutte le unità sarebbero state realizzate senza titolo edilizio, al posto di una stalla, all’interno di un comprensorio in passato utilizzato come azienda agricola. Contestualmente, il pm ha disposto uno sgombero entro dieci giorni per gli appartamenti attualmente abitati.
La ricostruzione degli investigatori
Dalle verifiche svolte emergerebbe che gli alloggi siano stati dati in locazione senza alcun contratto, con pagamenti mensili in contanti compresi tra 600 e 700 euro per ciascuna unità. La ricostruzione è frutto di attività coordinate e rientra nelle ordinarie procedure di controllo avviate sul territorio.
Il contesto delle verifiche
L’indagine si inserisce nel coordinamento dell’VIII Dipartimento della Procura di Roma, finalizzato al monitoraggio delle trasformazioni urbanistiche e alla verifica dei permessi rilasciati nell’ambito della cosiddetta rigenerazione urbana. L’attenzione resta alta nelle aree del quadrante est della Capitale, con particolare riguardo al perimetro del Tiburtino e delle zone limitrofe.
Implicazioni per residenti e area interessata
Il sequestro e il termine per lo sgombero incidono in modo diretto sugli occupanti delle unità abitative interessate e riportano l’area di Marco Simone al centro dei controlli sulla legalità urbanistica. Le autorità competenti proseguiranno con gli approfondimenti necessari per accertare ogni responsabilità e la piena conformità degli interventi alle norme vigenti.