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Marcell Jacobs al Cpo Giulio Onesti: allenamenti tra qualità, ritmo e memoria

Marcell Jacobs al Cpo Giulio Onesti: allenamenti tra qualità, ritmo e memoria

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Marcell Jacobs racconta la sua quotidianità di lavoro al Cpo Giulio Onesti di Roma, tra esercizi mirati e attenzione maniacale ai dettagli. "Amo l’atletica, venire ogni giorno al campo, faticare, sudare, lavorare sui dettagli, ma soprattutto amo avere una routine, una giornata scandita con tutto già programmato".

Allenamenti a Roma

Nella struttura di Acqua Acetosa il tempo è organizzato insieme al coach Paolo Camossi, che segue ogni fase della seduta. L’avvio prevede circa 45 minuti di attivazione muscolare con l’osteopata Alessandro Monte, quindi due giri di pista con alternanza tra camminata e allunghi ogni 100 metri. A seguire arrivano andature, saltelli ed esercizi di tecnica e coordinazione, accompagnati dalla musica, con l’obiettivo di consolidare ritmo e precisione del gesto.

La filosofia del coach

Il percorso, impostato su qualità del movimento e controllo degli appoggi più che sulla fatica muscolare, rispecchia la visione del tecnico. Camossi sintetizza così l’approccio: "mai visto un giaguaro fare riscaldamento prima di attaccare la preda". Un principio che si traduce in lavori specifici sull’armonia tra i segmenti e sulla rapidità con cui il piede lascia il suolo.

"Non dobbiamo considerare il corpo di un velocista come un blocco unico -spiega Camossi- perché ciascuna delle due gambe ha movimento indipendente e Marcell va forte solo se tra un passo e l’altro c’è armonia di rotazione e se il piede lascia il suolo rapidamente. Lui ha una sensibilità così alta che capisce sempre quando non è in equilibrio, io mi limito a dargli la misura del disequilibrio perché la corregga".

Memoria e controllo del gesto

La sensibilità citata dal coach si abbina a una memoria millimetrica di ogni azione in pista. Lo stesso Jacobs spiega: "Non so nemmeno io come ho sviluppato questa qualità aggiunge Jacobs- ma di ogni gara, di ogni allenamento importante ho un film preciso, metro per metro, che mi resta in mente per sempre. È come se corressi con un registratore ad alta definizione attivato: io dico a Paolo dove mi sono disunito, lui mi dice di quanto e proviamo a correggere. Non c’è tensione agonistica che cancelli la memoria: di Tokyo ricordo ogni centimetro".

In questo quadro, il lavoro quotidiano a Roma si concentra su ritmo, equilibrio e coordinazione, con l’obiettivo di trasformare ogni dettaglio tecnico in velocità efficace in pista.