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Mapplethorpe all’Ara Pacis: oltre 200 scatti a Roma

Mapplethorpe all’Ara Pacis: oltre 200 scatti a Roma

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Roma, 28 maggio 2026. Dal 29 maggio al 4 ottobre 2026 il Museo dell’Ara Pacis presenta la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, un percorso con oltre 200 fotografie che indaga la bellezza come perfezione formale e disciplina dello sguardo, offrendo al pubblico romano un’ampia panoramica sull’opera del maestro statunitense.

Partners e curatela

L’esposizione è curata da Denis Curti ed è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Marsilio Arte. L’organizzazione è affidata a Zètema Progetto Cultura e Marsilio Arte, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York. Mobility Partner sono ATAC e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Fashion Partner è Rinascente, radio ufficiale Radio Capital, con il supporto di Miamo. Il catalogo è pubblicato da Marsilio Arte.

Il percorso espositivo

Il racconto si articola in otto sezioni. Mapplethorpe, con la sua Hasselblad, costruisce immagini dalla resa quasi scultorea, governate da luce e geometrie. L’apertura è affidata a lavori giovanili poco noti, tra assemblaggi e collage tridimensionali realizzati con immagini d’archivio, ritagli di riviste erotiche, feticci religiosi e indumenti, pensati per provocare e chiamare lo spettatore a completarne il senso. Seguono le sale dedicate alle muse: il lungo dialogo con Patti Smith, dagli anni del Chelsea Hotel, e la collaborazione con Lisa Lyon. Non mancano gli autoritratti e i ritratti di celebrità, mentre il nucleo centrale presenta fiori e nature morte, isolati e analizzati come forme pure. In contrappunto, gli studi più noti dei corpi maschili e femminili, ripresi con una nitidezza classica.

Dialogo con l’antico e tappa romana

Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza conclude a Roma un progetto espositivo iniziato a Venezia (Stanze della Fotografia) e proseguito a Milano (Palazzo Reale). La mostra capitolina accoglie ritratti di figure del mondo dell’arte, della letteratura, della musica e del cinema come Yoko Ono, Robert Rauschenberg, Donald Sutherland, David Byrne e Richard Gere. Il confronto con la classicità è sottolineato dalla presenza di due opere dei Musei Capitolini: la Statua di Afrodite (seconda metà I sec. a.C. – inizi I sec. d.C.) e la Statua di atleta (I secolo d.C. da originale greco del V a.C.).

Le parole dell’assessore

“Questa esposizione è un’opportunità rara e al tempo stesso necessaria: il fotografo Robert Mapplethorpe è stato un artista della rappresentazione fotografica quasi scultorea, tendente allo spasimo alla perfezione, un classicista nelle forme catturate dal suo obiettivo. In questa esposizione romana ci saranno degli inediti e ci sarà modo, cosa che accade raramente, per scandagliare il rapporto tra Mapplethorpe e il nostro Paese”, dichiara l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio. “La mostra è anche necessaria, perché l’artista ha voluto immergersi nelle grandi questioni della libertà di parola e di espressione soprattutto nella New York di fine anni Ottanta, in un mondo difficile da raccontare e tanto più da apprezzare in foto. In un contesto storico come quello che viviamo oggi, dove il linguaggio spesso ci conduce per sentieri impervi, tossici e a volte anche censurati, la sua fotografia e il rapporto con il free speech, anche senza essere d’accordo, attiva il nostro pensiero critico e ci apre nuove riflessioni”.

Italia come riferimento

La chiusura del percorso ribadisce il legame dell’artista con l’Italia, dove il dialogo tra contemporaneità, classicismo, barocco e archeologia mostra come l’arte antica e la fotografia possano convivere in un’armonia capace di valorizzare la ricerca della forma.