Gianluca Mancini ha scelto la continuità in giallorosso, respingendo proposte più ricche pur di restare alla Roma. Un segnale forte che arriva anche da un nuovo tatuaggio, la scritta «SPOR», e soprattutto dalle parole del suo agente Beppe Riso, intercettato da Fcinter 1908.
La scelta del difensore
La posizione del centrale è netta e confermata dal suo entourage. Riso ha spiegato che il giocatore ha anteposto la felicità personale al potenziale incremento economico, puntando sulla stabilità tecnica e ambientale della capitale. Un impegno che rafforza il progetto della Roma e il ruolo del difensore all’interno dello spogliatoio.
"Volevo portarlo via con offerte anche più importanti (ride, ndr) ma lui ha voluto a tutti i costi rimanere a Roma. Gasperini e D'Amico sono stati più bravi di me a convincerlo, io l'avrei venduto ma lui ha rifiutato tutto per la Roma. È un gesto che fa per la Roma. Gli ho detto che è un pazzo, sono contento perché è felice. Poteva guadagnare di più ma è felice".
Il ruolo di Gasperini e D'Amico
Nelle stesse dichiarazioni l’agente riconosce il peso delle interlocuzioni tecniche e dirigenziali. Secondo Riso, Gasperini e D'Amico sono stati determinanti nel consolidare la decisione, rendendo superflue le offerte avanzate da altri club. Il risultato è una permanenza che il procuratore definisce un gesto per la Roma e per l’equilibrio della squadra.
Cristante, fedeltà giallorossa
Riso ha inoltre citato l’altro suo assistito, sottolineandone l’attaccamento ai colori romanisti e la centralità nel gruppo. "Non ha mai avuto intenzione di asciare Roma, è il capitano della Roma ed entrerà nella storia del club per sempre".
Le parole dell’agente confermano un orientamento chiaro: consolidare l’ossatura della AS Roma puntando su calciatori che si riconoscono nel progetto tecnico e nella piazza, con Mancini e Cristante come riferimenti di spogliatoio.