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Maltrattamenti al Cem di Roma, 3 condanne e un'assoluzione

Maltrattamenti al Cem di Roma, 3 condanne e un'assoluzione

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Il Tribunale di Roma ha emesso tre condanne e una assoluzione nell’ambito del processo a carico di quattro operatori sociosanitari del Centro di Educazione Motoria (Cem) della Capitale. Le accuse, formulate dalla Procura, includono i reati di tortura e maltrattamenti nei confronti di pazienti affetti da disabilità psico-fisiche. Le pene, decise dal giudice per l’udienza preliminare con rito abbreviato, variano tra due anni e quattro mesi e tre anni e quattro mesi. Le indagini sono partite da una segnalazione della Croce Rossa di Roma, parte civile nel procedimento, dopo il riscontro di evidenti segni di violenza su un ospite della struttura. Parallelamente, altri imputati hanno optato per riti alternativi, tra patteggiamenti e rinvii a giudizio.

Cem: pene tra 2 e 3 anni per tre imputati, uno assolto

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma ha emesso tre sentenze di condanna e una di assoluzione nei confronti di quattro operatori sociosanitari impiegati presso il Centro di Educazione Motoria (Cem) di Roma. I procedimenti si sono svolti con rito abbreviato, che consente uno sconto di pena in caso di condanna. Le condanne riguardano pene comprese tra i due anni e quattro mesi e i tre anni e quattro mesi di reclusione.

Le imputazioni, avanzate dal pubblico ministero Francesco Gualtieri, includono i reati di tortura e di maltrattamenti, contestati in relazione alle posizioni individuali dei soggetti coinvolti. L’assoluzione riguarda un operatore per il quale non sono emersi sufficienti elementi di responsabilità penale in fase dibattimentale.

Denuncia della Croce Rossa e avvio delle indagini da parte dei Carabinieri

Le attività investigative hanno preso il via nell’aprile del 2023 a seguito di una segnalazione formale presentata dai dirigenti della Croce Rossa Italiana – Comitato di Roma, che gestisce la struttura sanitaria. Il personale aveva riscontrato evidenti contusioni sul volto di un paziente, che hanno insospettito i vertici dell’ente, portandoli a rivolgersi alle autorità.

La Procura della Repubblica ha affidato le indagini al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, che ha raccolto numerose prove documentali e testimonianze. Le ricostruzioni effettuate dagli inquirenti descrivono episodi ripetuti di aggressioni fisiche e psicologiche nei confronti di persone in condizione di vulnerabilità a causa di patologie cognitive e motorie.

Patteggiamenti, rinvii a giudizio e processo ordinario

Parallelamente al giudizio abbreviato, il procedimento penale ha coinvolto anche altri operatori sanitari. In una precedente udienza, datata 13 gennaio, il giudice per l’udienza preliminare ha disposto due rinvii a giudizio e ha accolto quattro richieste di patteggiamento.

Due di questi patteggiamenti hanno comportato condanne a quattro anni di reclusione, sempre per il reato di tortura. Per altri due imputati, che hanno scelto il rito ordinario, il processo inizierà davanti alla prima sezione collegiale del Tribunale il prossimo 4 novembre.

Il procedimento presenta, quindi, più filoni giudiziari in parallelo, ognuno corrispondente a differenti strategie difensive adottate dagli indagati, in base alla gravità degli elementi raccolti a loro carico.

Parte civile la Croce Rossa Italiana

La Croce Rossa Italiana – Comitato di Roma ha assunto un ruolo centrale nella vicenda del Cem, costituendosi parte civile nel procedimento penale. Oltre a denunciare il primo caso di sospetta violenza, l’ente ha fornito piena collaborazione alle forze dell’ordine e ha avviato verifiche interne sui protocolli di assistenza applicati nella struttura.

L’organizzazione ha contribuito alla raccolta di elementi probatori e ha supportato le indagini con documentazione medica e accessi regolamentati all’istituto. La sua costituzione come parte lesa rafforza la posizione delle vittime e consente una richiesta formale di risarcimento per il danno morale e istituzionale subito.