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Maltempo a Roma: pino di 20 metri crolla ai Fori Imperiali

Maltempo a Roma: pino di 20 metri crolla ai Fori Imperiali

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Maltempo a Roma, disagi nel cuore archeologico della Capitale. Poco prima delle 21 di domenica 4 gennaio un pino alto circa 20 metri è crollato in via dei Fori Imperiali, all’altezza del punto informativo turistico e dell’incrocio con via del Tempio della Pace, a circa cento metri da largo Corrado Ricci, in zona Colosseo. Sul posto sono intervenuti Polizia di Stato, Polizia Locale di Roma Capitale, Vigili del Fuoco e personale del 118.

Interventi e ripristino della viabilità

I Vigili del Fuoco hanno proceduto a sezionare il tronco per consentire la rimozione in sicurezza e il successivo ripristino della viabilità nel tratto interessato. L’area, particolarmente frequentata da turisti e pedoni, è stata interessata dalle operazioni necessarie a garantire la messa in sicurezza dopo la caduta dell’albero provocata dal maltempo.

Area monumentale e sicurezza dei passaggi

Il crollo è avvenuto lungo uno degli assi più trafficati e simbolici del centro di Roma, a ridosso del Colosseo e dei siti archeologici dei Fori Imperiali. La presenza coordinata di forze dell’ordine e soccorritori ha consentito di gestire le operazioni in un contesto ad alta affluenza, con attenzione alla tutela dei passaggi pedonali e alla circolazione locale.

La dichiarazione

Sul caso è intervenuto il consigliere di Forza Italia Francesco Carpano. “In una città grande come Roma, sette volte Milano, c’è una sola persona che risponde politicamente della gestione degli alberi su pubblica via: è una situazione che sfugge al buon senso. Come fanno cittadini e comitati locali, che vivono il territorio sulla loro pelle, a parlarci e segnalare eventuali interventi? E come fa un solo Comune, rispetto a un territorio così grande, a garantire qualità e cura del dettaglio rispetto agli interventi sui singoli alberi? Ma Roberto Gualtieri non vuole decentrare, per non perdere potere, e questi sono i risultati. Sul caso specifico chiederò una ricognizione urgente in commissione Ambiente”.