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Malati Alzheimer senza assistenza, scatta l'interrogazione in Regione

Malati Alzheimer senza assistenza, scatta l'interrogazione in Regione

ospedale

Malati di Alzheimer senza assistenza, scatta un'interrogazione in Regione. Dieci malati di Alzheimer non starebbero più ricevendo le cure da parte dell’Asl Rm 5. È la denuncia della consigliere del Pd della Regione Lazio, Eleonora Mattia, che critica la Pisana di non aver fatto nulla per garantire la continuità del servizio di assistenza.

Malati di Alzheimer cosa succede

L’Asl Roma 5 si occupa dei distretti, in provincia di Roma, di Monterotondo, Guidonia, Tivoli, Subiaco, Palestrina e Colleferro e delle case della salute di Palombara e Zagarolo. Stando a Eleonora Mattia, dai primi giorni del 2025 l’Asl Rm 5 “ha iniziato a sospendere l’attività di assistenza a quei pazienti già assistiti, a partire da 10 malati di Alzheimer di Monterotondo, di cui 8 verranno dimessi a partire dal 1° febbraio e 2 vedranno la sospensione del servizio OSS e l’assistenza ridotta a sole 2 ore di terapia occupazionale a settimana”. Un guaio che si aggiunge “al blocco di nuove prese in carico di malati di Alzheimer dallo scorso luglio”.

Mattia, tramite un’interrogazione già depositata alla Pisana, ha chiesto quindi al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, di chiarire come sia stato sospeso “il progetto Assistenza Domiciliare Alzheimer (ADA) presso la Asl Roma 5” e quali siano “le iniziative assunte al fine di continuare a garantire l’assistenza domiciliare ai malati di Alzheimer facenti capo al distretto di Monterotondo e al restante territorio della Asl Roma 5”.

Malati Alzheimer senza assistenza, servizio mai interrotto

A replicare a Mattia, ecco la consigliera regionale di FdI, Marika Rotondi: “I pazienti affetti da Alzheimer seguiti dalla Asl Rm 5 continuano a ricevere consueta assistenza sanitaria secondo i protocolli vigenti ADI” ha detto Rotondi in una nota.

Per quanto attiene la sfera dell’assistenza domiciliare, “occorre precisare che è in corso da due mesi l’attività di rivalutazione di tutti i PAI (Piano Assistenza Individuale). Ribadisco inoltre che, come è noto, l’assistenza sociale, per coloro a cui è dovuta, compete ai Comuni che potrebbero attivare Centri Diurni Alzheimer, il setting considerato migliore per chi soffre di questa patologia, anche impiegando strumenti di coprogettazione. Risultano pertanto infondate e peggio ancora allarmistiche le critiche mosse a mezzo comunicato stampa da un consigliere dell’opposizione regionale appartenente al Pd”. Rotondi, pertanto, ha voluto smentire Mattia puntando il dito più che altro sul Comune di Monterotondo, gestito dal sindaco del Pd, Riccardo Varone.

Rotondi ha spiegato come si sia arrivati al blocco della presa in carico di nuovi pazienti. “In seguito alla chiusura di un centro diurno Alzheimer accreditato, l’Azienda Sanitaria Locale Rm 5 attivò un progetto ADA (Assistenza Domiciliare Alzheimer). Con la messa in funzione del sistema di accreditamento regionale relativo all’ADI, quel progetto fu concluso ed i pazienti fatti confluire in ADI. In seguito, si è registrato un incremento del numero di pazienti nell’ordine di 40 all’anno, arrivando a superare le 200 unità. La spesa ha raggiunto la cifra di oltre 2,4 milioni di euro. Solo per quanto concerne l’assistenza non sanitaria, dal termine dello scorso Luglio si è ritenuto di non acquisire nuovi pazienti”