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Malagrotta, rischio stop per il Tmb 1: 60 lavoratori a rischio a luglio

Malagrotta, rischio stop per il Tmb 1: 60 lavoratori a rischio a luglio

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Allarme per l’impianto Tmb 1 di Malagrotta. La gestione commissariale di E.Giovi ha avvertito la Regione Lazio che, senza l’aggiornamento delle tariffe di conferimento, l’attività non sarà più sostenibile. In una comunicazione indirizzata anche al sindaco di Roma, ad Ama, ad Arera e al Prefetto, l’amministratore giudiziario Luigi Palumbo ha segnalato l’impossibilità di garantire la piena operatività oltre luglio, con ricadute dirette sull’occupazione e sulla gestione cittadina dei rifiuti.

La comunicazione alla Regione Lazio

L’azienda ha ribadito che il nodo resta il mancato adeguamento delle tariffe, già segnalato a maggio e rimasto irrisolto. Senza un intervento immediato, il sito rischia la sospensione delle attività dopo il 31 luglio, compromettendo un presidio strategico in una fase in cui la Capitale ha già fronteggiato criticità legate alla disponibilità degli impianti di trattamento.

Le preoccupazioni sindacali

Il sindacato Fit-Cisl di Roma e del Lazio ha espresso forte allarme per i 60 addetti coinvolti. «Esprimiamo forte preoccupazione per quanto dichiarato dall'amministratore giudiziario di E.Giovi, in una nota in cui è confermato quanto già comunicato in un precedente tavolo prefettizio: è stata sottolineata l'impossibilità di proseguire le attività del Tmb di Malagrotta oltre il 31 luglio, a causa di problemi di sostenibilità economica. Si tratta di una notizia allarmante per circa 60 lavoratori e per le loro famiglie. Persone che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale, quello del trattamento dei rifiuti, fondamentale per il decoro e la salute della città» dice Massimiliano Gualandri, segretario regionale della Fit-Cisl Lazio, e Gianluca Deiua, della Fit-Cisl Lazio.

La richiesta di un tavolo urgente

Il sindacato sollecita un confronto immediato in Prefettura per evitare il fermo dell’impianto nel pieno dell’estate. «Il tempo stringe: riteniamo necessario che venga convocato con la massima tempestività il tavolo in Prefettura richiesto da E.Giovi - sostiene Gualandari - ma soprattutto è fondamentale uno sforzo comune da parte di tutti i soggetti coinvolti, affinché emergano soluzioni concrete e immediatamente attuabili. Non sarebbe accettabile lasciare decine di lavoratori e le loro famiglie senza risposte, così come rappresenterebbe un gravissimo colpo per la città e per i suoi cittadini il fermo dell'impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti, per di più in un mese delicato come agosto».

L’ipotesi di subentro di Ama

Tra le soluzioni prospettate, la Fit-Cisl cita la disponibilità di Ama a un eventuale subentro gestionale come elemento su cui avviare una riflessione condivisa. «Per quanto ci riguarda, riteniamo che la disponibilità manifestata da Ama a un eventuale subentro nella gestione del Tmb rappresenti un'ipotesi su cui riflettere seriamente. Si tratterebbe anche di un passo avanti verso la costruzione di un soggetto industriale capace di gestire le diverse fasi del ciclo dei rifiuti, come auspichiamo da tempo, contribuendo così al rafforzamento e alla stabilità del comparto».