Malagò interviene ai microfoni del Tg1 dopo giornate convulse per l’azzurro e invita a chiudere le polemiche. Il presidente federale ripercorre i passaggi che hanno portato allo stop sul nome di Andrea Pirlo e ringrazia la coppia Paolo Maldini-Leonardo per il lavoro svolto nei 17 giorni a stretto contatto con la Federazione.
Le parole di Malagò sulla scelta tecnica
Nel suo intervento televisivo, il presidente federale esprime rammarico per l’esito del percorso e sottolinea il contesto in cui sono maturate le decisioni: "Sono dispiaciuto, non rammaricato. Questa è la vita, il destino ci ha portato a vivere questa esperienza, un nuovo passo, un altro per me. Nella vita si fanno sempre degli errori logicamente. Bisogna calarsi in quel contesto congiunturale, in quel preciso momento storico". Ricostruendo gli sviluppi con Maldini e Leonardo, aggiunge: "Ho voluto rispettare un impegno con due persone che stimo, serie, molto competenti, come Paolo Maldini e come Leonardo. Poi abbiamo saputo, abbiamo visto l'evoluzione o meglio l'involuzione della situazione con Andrea Pirlo e siamo arrivati ai giorni d'oggi".
Il passaggio su Pirlo è netto e affidato a una considerazione di opportunità: "Non è che Pirlo non poteva essere il ct della Nazionale, ho ritenuto per una questione di opportunità".
I contatti con i big e il ruolo di Maldini-Leonardo
Interpellato sui tentativi di sondare Guardiola e Ancelotti, Malagò precisa: "Io personalmente non l'ho fatto". E ribadisce la stima per i due dirigenti che lo hanno affiancato: "Per Maldini e Leonardo sono dispiaciuto, non posso che ringraziarli. Non abbiamo discusso, non abbiamo litigato nel modo più assoluto". Sulla "brutta figura" evocata dal ministro Abodi, il presidente della Figc sceglie la via dell’unità: "Non voglio alimentare polemiche, credo sia giunto il momento di tifare tutti per la Nazionale italiana".
Mancini e Ranieri, una guida condivisa
Guardando al campo, Malagò indica nella coppia Mancini-Ranieri l’asse su cui costruire il futuro immediato dell’azzurro: "Mancini si è già scusato pubblicamente per la scelta dell'Arabia, ora con Ranieri dovranno diventare sempre più una coppia di fatto. Ma uno dei motivi per cui è arrivato a bordo Claudio è perché condivide pienamente la scelta di Mancini". Un passaggio che conferma la linea della Nazionale italiana: compattarsi, lavorare e riportare al centro il progetto tecnico.