Roma, i titoli di coda scorrono per la sala Cine-Città all’interno del Macro. A distanza di cinque mesi dall’avvio, partito a metà dicembre 2025, l’esperienza si ferma per la scarsa affluenza: un epilogo che, di fatto, suona come un «the end». In questi giorni non è più possibile acquistare il biglietto sul sito del museo, ulteriore segnale della chiusura delle attività.
Chiusura al Macro, si ferma la sala Cine-Città
Alla partenza il progetto era stato presentato come uno spazio capace di attirare nuovi pubblici nel cuore della capitale. Nelle comunicazioni iniziali, affidate alla direttrice del polo Cristiana Perrella e all’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio (impegnato nel rilancio di altri tre cinema), la sala veniva definita «spazio ibrido, il primo terzo luogo di Roma», «libreria, bookstore e di aule studio», con l’idea di offrire occasioni «lunghe come le mostre o veloci come il cinema». Obiettivi ambiziosi, che però non hanno trovato riscontro nelle presenze.
Programmazione di qualità, risposta limitata
Nel cartellone dei mesi scorsi non sono mancati nomi di rilievo: da Fellini a Visconti, passando per Mimmo Calopresti e Simone Manetti con il suo film su Giulio Regeni. Nonostante ciò, il pubblico è rimasto esiguo. Neppure le promozioni via Instagram hanno invertito la rotta, con post che assicuravano «sabato e domenica è gratuito!» ma che, come segnalato, sono rimasti senza commenti.
Vendite online sospese e sipario abbassato
Il segnale più evidente dello stop è la biglietteria online sospesa: sul sito del Macro non risulta più possibile procedere all’acquisto. La sala interna al Museo di Arte Contemporanea di Roma chiude così il suo breve ciclo, nato con l’obiettivo di creare un punto d’incontro tra esposizioni e cinema e terminato, dopo pochi mesi, per la mancanza di pubblico.