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Lupi alle porte di Roma: monitoraggi, aree e comportamenti da adottare

Lupi alle porte di Roma: monitoraggi, aree e comportamenti da adottare

lupo.free.pixabay

Il ritorno del lupo è ormai una realtà anche nel territorio romano. Tra avvistamenti oltre il Grande Raccordo Anulare, immagini condivise sui social e rinvenimenti di giovani esemplari investiti lungo le strade, la presenza del predatore nelle aree periurbane della capitale appare sempre più strutturata.

Presenza stabile attorno alla capitale

Gli esperti confermano la diffusione della specie in diversi quadranti metropolitani, dal litorale ai parchi a nord ed est della città, con insediamenti documentati anche verso sud, fino alle grandi tenute e alle riserve ambientali del Lazio.

«Monitoriamo la presenza del lupo nelle aree periurbane della capitale da più di dieci anni – spiega Marco Antonelli, zoologo e coordinatore del monitoraggio del lupo sul litorale romano – Il lupo oggi non è presente stabilmente soltanto sul litorale romano ma anche in altre aree intorno alla città di Roma. Branchi stabili sono stati individuati a nord e ad est della capitale, dal Parco di Veio alla Riserva della Marcigliana. Anche a sud la presenza è in espansione negli ultimi anni, dai Castelli Romani fino a Decima Malafede e alla tenuta presidenziale di Castelporziano. Il nostro lavoro è finalizzato a costruire consapevolezza nella popolazione perché la coesistenza con questa specie dipende dalla conoscenza della sua biologia e dei corretti comportamenti da tenere. Oggi assistiamo al ritorno naturale della specie che sta riconquistando gli spazi da cui era stata eradicata proprio dall’uomo in epoche passate».

Convivenza e ibridazione

La sfida è coniugare conservazione della specie e sicurezza pubblica, comunicando la presenza del lupo senza creare allarmismi e chiarendo i rischi legati all’ibridazione con il cane domestico.

«La vera sfida – spiega Federico Coccia, medico veterinario - è imparare a condividere il territorio con una specie selvatica, proteggendo contemporaneamente la sua conservazione, le persone e gli animali domestici. Mi sono occupato per anni di fauna selvatica anche grazie alla mia esperienza alla guida del Bioparco di Roma, credo che sia importante raccontare la presenza dei lupi senza allarmismi. Un importante tema da approfondire è quello della ibridazione tra lupo e cane; appartengono alla stessa specie, canis lupus, e possono quindi incrociarsi ma un lupo non può essere definito ibrido semplicemente osservandolo. Colore, dimensioni o forma del muso non sono sufficienti per accertarlo, occorrono analisi genetiche».

Comportamenti da seguire

In ambito urbano è fondamentale non lasciare avanzi alimentari vicino alle abitazioni, evitare che gli animali domestici vaghino liberi e custodirli di notte in strutture sicure. In contesti naturali bisogna non avvicinarsi ai lupi, non somministrare cibo e tenere sempre il cane al guinzaglio. In caso di incontro ravvicinato occorre mantenere la calma, parlare a voce alta, fare rumore battendo le mani e allontanarsi camminando all’indietro senza movimenti bruschi.

Il ruolo ecologico sul territorio

Gli specialisti ricordano che la specie contribuisce all’equilibrio degli ecosistemi locali, incidendo anche sulle popolazioni di fauna selvatica in eccesso, come i cinghiali.

«Non dobbiamo temere il ritorno di questi animali a Roma o nelle aree limitrofe – avverte l’etologo Andrea Lunerti - perché la specie svolge un importante ruolo nell’ecosistema biologico, visto che si nutre anche di cinghiali, ormai in soprannumero, garantendo quindi una selezione naturale della selvaggina. Gli attacchi alle persone sono eventi molto rari ma possono accadere, per questo è importante informare i cittadini sui corretti comportamenti da tenere».