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Lotito bersaglio di insulti e minacce: la procura di Roma indaga

Lotito bersaglio di insulti e minacce: la procura di Roma indaga

La procura di Roma ha avviato accertamenti sulle telefonate con insulti e minacce rivolte a Claudio Lotito, presidente della Lazio e senatore. I numeri privati del dirigente erano finiti online e, nonostante l’intervento del Garante della Privacy, le chiamate non si sono arrestate. Lotito mantiene la sua linea: «Io rispondo a tutti». E ribadisce il proprio motto: «Male non fare, paura non avere». «Eppoi io so’ testardo, certe volte mi faccio paura da solo per quanto lo sono».

Le telefonate e l’inchiesta

Un tifoso di La Spezia di 27 anni, rintracciato dalla polizia, avrebbe chiamato «venti volte» intimando: «Devi vendere allo Spezia i giocatori della Lazio». Rischia il rinvio a giudizio e una sanzione da 500 euro. Nel frattempo, l’indagine per concorso in estorsione e manipolazione del mercato conta cinque indagati. Dall’entourage del presidente filtra la difesa: «É l’unico politico che ha rinunciato all’immunità, consentendo alla Digos e alla Procura di Roma di accedere ai suoi tabulati telefonici per scoprire chi lo perseguita dalla mattina alla sera». Sul mito dei «cinque telefonini», lo staff precisa: «Non è vero, è una leggenda, sono solo 2».

Le risposte di Lotito e le tensioni sportive

È diventata virale la conversazione con un giovane che chiedeva di «cacciare i soldi». Lotito: «Ma tu di dove sei?»; la replica: «io sto a via San Godenzo». Quindi il controcanto del presidente: «Vengo lì e me te compro casa». E poi, paternalista: «A ragazzì vatte a comprà er gelatino e ringrazia Dio che la Lazio esiste ancora», ricordando i «550 milioni di euro che tu non sai neanche come si scrivono!». Con l’allenatore Maurizio Sarri non mancano le frizioni: «Ratkov non lo conosco», disse il tecnico. La risposta del patron fu secca: «A casa mia comando io, il mercato lo fa il presidente, lui pensi ad allenare». Il capogruppo azzurro Maurizio Gasparri, romanista, osserva: «Tanto lui farebbe il contrario, pensando che lo si voglia fregare. Però resto suo amico».

Tifosi in protesta e Roma sullo sfondo

Per la sfida con il Genoa è annunciato lo sciopero del tifo: Stadio Olimpico quasi deserto e Curva Nord radunata a Ponte Milvio. Una petizione online ha superato le 25 mila firme per chiedere il passo indietro del presidente. Lotito, che la domenica sera frequenta la chiesa di Santa Maria in Via, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, affida la chiusura alla sua fede: «Perché io sono un uomo di fede e dico sempre che non si può andare in Paradiso a dispetto dei santi. Il Vangelo ci chiede di porgere l’altra guancia, ma prendere schiaffi non fa piacere a nessuno».