Qui la copertina che introduce al tema della puntata di Extra del 12 settembre 2023 “Lo Stato riesce a difendere i cittadini dagli eccessi del libero mercato?”
“Quanto deve essere libero il libero mercato? La domanda può sfiorare la profondità di una riflessione filosofica ma in questo periodo in cui tutto è più caro - e famiglie e imprese rischiano di finire al tappeto per gli effetti concomitanti di inflazione, caro-bollette e stretta del credito bancario - assume tutto un altro significato e decisamente più concreto: in un'economia di mercato, chi stabilisce le regole e chi le fa rispettare quando gli interessi di un'impresa o di un settore intero possono danneggiare la collettività?
Da ormai quasi due anni buona parte del mondo è sotto scacco degli speculatori. I primi sussulti dei costi dell'energia e i primi rincari delle materie prime risalgono all'estate del 2021, dopo i mesi drammatici della pandemia: ma all'epoca soltanto poche categorie produttive se ne accorsero e gli appelli rimasero inascoltati. Poi scoppiò la guerra in Ucraina, e lì i costi energetici di luce, gas e benzina iniziarono a correre come l'inflazione: colpa delle tensioni internazionali, si disse, ma bastarono pochi mesi per capire che il conflitto era tutt'al più un pretesto e che la vampata dei prezzi non aveva correlazione con l'evoluzione della guerra o della presunta crisi energetica.
Il resto lo sappiamo e in Italia si fonda con i problemi nostrani: dalle accise che nessuno al di fuori della campagna elettorale può scorporare dal costo della benzina, ai tentativi di spegnere la febbre dei rincari a suon di bonus e accordi con i produttori. Troppo poco per dare reale sollievo ai conti di imprese e famiglie che ora si chiedono: ma che potere ha lo stato per tutelare i propri cittadini dai capricci o dalle speculazioni del libero mercato?”
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