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Lino Banfi compie 90 anni: ricordi, Roma e nuovi traguardi

Lino Banfi compie 90 anni: ricordi, Roma e nuovi traguardi

cinema.free.pixabay

Lino Banfi, al secolo Pasquale Zagaria, raggiunge i 90 anni e ripercorre una vita di set, palcoscenici e incontri decisivi. Nato il 9 luglio 1936 ma registrato l’11, il popolare attore conferma l’energia di sempre: «Da ora in poi punto direttamente ai 110 (e lode). Almeno ai 100 di sicuro».

Le radici e la svolta della naja

Cresciuto tra Andria e Canosa, gli inizi furono faticosi, tra piccoli ingaggi e stanze d’albergo cercate a fatica. «S’è mica una camera per me?» imparò a dire per farsi passare da veneto. La vera svolta arrivò con la leva: «Il servizio militare mi salvò dalla malavita. Certa brutta gente mi aveva proposto di fare il palo. “Quando vedi la pula tu fischia O sole mio”. Però non mi usciva».

L’ascesa tra tv e teatro

Tra i primi a credere nel talento di Banfi fu Renzo Arbore, che lo portò in radio e in tv. Davanti a un pubblico esigente si presentò così: «Raghezzi, io sono un povero disgrazieto, non sono folk, sono un bi-folk». Decisivo anche l’incontro con Domenico Modugno, che gli predisse il successo davanti al padre: «Signor Riccardo, questo giovanotto qui un giorno diventerà famoso. E il cappello se lo leveranno gli altri davanti a lei».

Il legame con Roma e il calcio

L’icona di Oronzo Canà resta nel cuore dei tifosi. A Trigoria, quartier generale della Roma, l’attore ha ricevuto l’affetto dei campioni: «Giorni fa sono stato in visita alla Roma a Trigoria, c’erano Bruno Conti e Falcao, che mi toccava la faccia. “Lino. come fai ad avere la pelle così liscia?”». E su Francesco Totti: «Con Francesco ogni tanto ci vediamo. Resta sempre il mio Capitèno».

Paure, fede e progetti

Nella maturità, Banfi non nasconde le fragilità: «Ecco, di questo ho paura. Di morire come uno stupido. Voglio fare una morte importante». Il rapporto con la spiritualità resta intimo: «Non vado tanto in chiesa perché ogni volta c’è qualcuno che mi chiede la foto. Sono stato a pregare da solo sulla tomba di Papa Francesco che mi voleva tanto bene. Dall’altra parte c’è Lucia che mi sta aspettando e mi preparerà un’accoglienza incredibile».

La forma si allena con la mente e con l’ironia: «Con dei giochetti matematici, sono rapidissimo nei conti l’ho imparato da un mago a cui facevo da valletto». E l’auto-brindisi sigilla il traguardo: «Caro Lino, brindo a te, perché finalmente andiamo d’accordo, visto che dobbiamo vivere e morire insieme e in due facciamo 180 chili abbondanti. Tanti auguri».