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L'Infiorata di Gallicano nel Lazio il 29 all'Infiorata di Roma con "Dono di Luce"

L'Infiorata di Gallicano nel Lazio il 29 all'Infiorata di Roma con "Dono di Luce"

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Piazza San Pietro e via della Conciliazione si preparano ad ospitare l'Infiorata di Roma, in occasione della festa dei Santi patroni Pietro e Paolo.

L'Infiorata di Gallicano nel Lazio, come lo scorso anno, è stata invitata a partecipare con il quadro del Comitato del Gruppo di Volontari dell'Infiorata di Gallicano nel Lazio che sarà uno dei protagonisti e l'unico interamente realizzata con materiali ecosostenibili.

Per l'Infiorata Storica di Roma 2026, il titolo dell'opera che realizzeranno i volontari sarà "Dono di luce", accogliendo così l'invito di Papa Leone XIV a costruire "una pace disarmata e disarmante".

"Saremo presenti a San Pietro insieme agli altri gruppi di infioratori, avremo un posto d'onore e sono davvero molto contento e orgoglioso di questo", dichiara Carlo Gabrielli, presidente Comitato Gruppo di Volontari dell'Infiorata di Gallicano nel Lazio.

"La partecipazione di una piccola realtà come la nostra ad una manifestazione così importante, a livello nazionale e internazionale, dal punto di vista artistico, ci rende davvero fieri del nostro lavoro, frutto di una comunità che porta avanti la storia di una tradizione e del suo territorio", aggiunge Remo Tagliacozzo, tra i promotori e sostenitori dell'Infiorata di Gallicano nel Lazio.

Si parte domenica 28 giugno dalle ore 20:00 con la realizzazione del quadro. I lavori si chiuderanno lunedì 29 giugno alle ore 07:00.

Nel corso della mattinata si potranno così ammirare oltre settecento metri quadrati di opere che racconteranno la ricchezza delle tradizioni locali e le diverse espressioni artistiche che caratterizzano le infiorate italiane.

La due giornate si chiuderanno con la "Festa della Girandola", lo spettacolo pirotecnico che illumina il cielo della Capitale e che quest'anno celebra i 20 anni della rievocazione storica moderna, riportata in vita nel 2006.

Si tratta di un traguardo importante per una tradizione che affonda le sue radici nel Rinascimento e che, da due decenni, continua a emozionare romani e turisti.

Max