Roma, 5 febbraio. Gli studenti del liceo scientifico Cavour hanno proclamato uno sciopero e sono scesi in strada con un corteo che ha raggiunto la Provincia. Al centro della mobilitazione, coordinata dall'Opposizione studentesca d’alternativa (Osa), le condizioni dell’edificio scolastico e la denuncia dei tagli all’istruzione. Al termine della manifestazione si è svolto un incontro con un funzionario, da cui è scaturita la decisione di aprire un tavolo dedicato all’edilizia scolastica con tutte le parti coinvolte.
Il corteo verso gli uffici della Provincia
Il presidio è partito dal Cavour e si è diretto verso gli uffici provinciali, dove una delegazione è stata ricevuta. Gli organizzatori hanno messo in evidenza criticità strutturali dell’istituto e chiesto un confronto istituzionale per definire interventi e tempi di ripristino degli spazi.
«Alla luce dei problemi di edilizia scolastica — spazi chiusi, crollo di una parte del cornicione e infiltrazioni nelle aule — oggi, come Osa, insieme agli studenti del Cavour abbiamo scioperato e siamo scesi in piazza fino a raggiungere la Provincia, dove abbiamo avuto un incontro con un funzionario e fissato un tavolo sull’edilizia scolastica con tutte le parti interessate».
Le rivendicazioni degli studenti
Nel documento diffuso dall’Osa a sostegno della mobilitazione, gli studenti collegano le difficoltà dell’istituto a un quadro più ampio di carenze. Le posizioni espresse dai promotori sono state riportate integralmente durante la giornata di protesta.
«Sappiamo bene che problemi di edilizia come questi non sono casi isolati, ma sono dovuti a un sistema scolastico marcio. Vediamo da parte del governo Meloni, così come dei governi precedenti, tagli sempre più ingenti all’istruzione, indirizzando sempre più risorse verso l’industria bellica, a partire dal progetto “ReArm Europe”, che fa cadere la maschera di pace dell’Unione Europea. Questo progetto mira ad alzare fino al 5% del PIL del Paese le spese militari: vediamo una classe dirigente che ci sta portando verso la guerra. I nostri soldi vengono destinati quotidianamente alle guerre in tutto il mondo, dall’Ucraina a Israele. Di questo è conseguenza diretta la condizione in cui versano le scuole, e non solo, in questo Paese. Scioperi delle scuole da Palermo a Roma, dove solo negli ultimi mesi vari istituti come Cavour, Albertelli, Plinio Pinturicchio, Diaz e tanti altri hanno riscontrato diversi problemi strutturali. Ribadiamo che continueremo a lottare contro il ministro “sceriffo” Valditara, contro questo sistema scolastico marcio, contro questo governo e contro il sistema capitalista e imperialista in cui viviamo».
Il tavolo sull’edilizia scolastica
Dal confronto in Provincia è emersa la volontà di aprire un tavolo con tutte le parti interessate, come riferito dai promotori del corteo. Gli studenti del Cavour hanno chiesto interventi su spazi chiusi, cornicioni e infiltrazioni, indicando la necessità di tempi certi e monitoraggi costanti. Nelle prossime settimane sono attesi aggiornamenti sull’agenda dei lavori e sulle prime misure operative.