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Libri Come torna all’Auditorium: tre giorni dedicati alla democrazia

Libri Come torna all’Auditorium: tre giorni dedicati alla democrazia

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Roma si prepara ad accogliere la diciassettesima edizione di Libri Come, la festa del libro e della lettura in programma dal 20 al 22 marzo all’Auditorium Parco della Musica. La rassegna, curata da Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco, sceglie come parola guida «Democrazia» e riunisce autori italiani e internazionali per tre giorni di letture, incontri, presentazioni, mostre e proiezioni.

«Tutto questo è in sé un atto democratico, perché entrare in contatto con la letteratura significa esporsi: predisporsi ad abitare altre vite, allenare la capacità di comprendere prospettive diverse dalla propria. Leggere è un esercizio quotidiano di libertà indispensabile per la convivenza civile». Con queste parole Marino Sinibaldi, ideatore della manifestazione fin dal 2010, inquadra la scelta del tema, che mette al centro l’esperienza della lettura come pratica civile e strumento di convivenza.

Il filo conduttore della nuova edizione

La parola «Democrazia» viene affrontata come realtà viva, non solo come meccanismo elettorale. Il programma mette l’accento su pensiero critico, empatia e confronto pluralistico, con un calendario che alterna forme diverse di racconto pubblico. L’obiettivo è creare uno spazio in cui ascoltare prospettive molteplici, dalla saggistica al romanzo, dal giornalismo alla poesia, con un’attenzione specifica alla dimensione internazionale e al dialogo con il presente.

Gli ospiti internazionali

Tra gli autori dall’estero spicca lo scrittore statunitense di origine etiope Dinaw Mengestu, che propone un focus sulla democrazia «minacciata» nell’America di oggi. La riflessione sui rapporti tra Israele e mondo arabo è affidata a Tahar Ben Jelloun, mentre la saggista statunitense Anne Applebaum si concentra sulle autocrazie. La relazione tra scienza e democrazia è al centro dell’intervento di David Quammen.

Il politologo tedesco-americano Yascha Mounk indaga lo stato di salute della democrazia in Occidente, mentre la scrittrice turca Ece Temelkuram affronta il tema dei migranti. In programma anche lo storico britannico Mark Sedgwick con «Tradizionalismo», l’argentina Samantha Schweblin con «Il buon male», la francese Marie Darrieussecq con «Fabbricare una donna» e la polacca Johanna Bator con «L’ora del lupo». «Portiamo a Roma la letteratura mondiale con nomi affermati ma anche non ancora seguitissimi in Italia, che stanno già scrivendo i libri di domani», sottolineano i curatori Michele De Mieri e Rosa Polacco.

La scena italiana

Nutrita la presenza degli autori italiani, tra saggisti, narratori, giornalisti, poeti e fumettisti. Sono attesi Massimo Recalcati, Roberto Saviano, Sandro Veronesi, Leonardo Colombati, Mauro Covacich, Paolo Giordano, Niccolò Ammaniti e Giancarlo De Cataldo. Il programma include inoltre Aurelio Picca, Christian Raimo, Diego Bianchi, Marco Damilano, Paolo Mieli, Guido Crainz, Wlodek Goldkorn, Zerocalcare e il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi. La pluralità di approcci e linguaggi rispecchia la vocazione della rassegna a costruire una piazza culturale aperta e trasversale, radicata a Roma e con lo sguardo proiettato oltre i confini nazionali.

L’apertura dedicata alle scuole e l’installazione artistica

La giornata inaugurale del 20 marzo è riservata alle scuole, con un confronto su Resistenza e «seconde possibilità» che vede protagonisti la storica Michela Ponzani, il magistrato Nicola Gratteri e lo scrittore Andrea Nicasio. Nella stessa giornata si apre al pubblico Goldmine, l’installazione di Alice Pasquini, che arricchisce il percorso della manifestazione con un contributo visivo dedicato alla riflessione collettiva.

Libri, anniversari e incontri

Il calendario entra nel vivo con la presentazione di «Democrazia e definizioni» di Giovanni Sartori, un classico della scienza politica discusso con Luca Verzichelli e Giuliano Amato. Tra gli appuntamenti di rilievo figura anche l’incontro con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, legato alle celebrazioni per i 150 anni del quotidiano. La chiusura del festival è affidata allo scrittore Antonio Scurati e ai poeti Valerio Magrelli, Maria Grazia Calandrone e Franco Buffoni, in un finale che intreccia voci e generi per restituire la complessità del tema scelto.

Un riconoscimento dal Quirinale

La manifestazione registra un traguardo significativo, annunciato dall’amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma Raffaele Ranucci. «Libri Come e la fondazione hanno ricevuto la Medaglia del presidente della Repubblica per l’alto valore culturale della rassegna. Un incoraggiamento a proseguire nella costruzione di uno spazio di incontro e scambio culturale». Il riconoscimento suggella il lavoro di una rassegna che, edizione dopo edizione, ha consolidato all’Auditorium Parco della Musica un presidio di dialogo e partecipazione civica intorno ai libri.

Roma al centro del dibattito culturale

Per tre giorni la capitale diventa un laboratorio di idee, dove la democrazia è interrogata attraverso narrazioni, analisi e testimonianze. L’attenzione per la pluralità delle voci, unita a un programma che unisce letteratura, giornalismo, scienze e arti visive, riconferma il ruolo di Roma come snodo della conversazione culturale nazionale. La collocazione all’Auditorium Parco della Musica garantisce un contesto accessibile e riconoscibile, capace di accogliere pubblici diversi e di favorire una partecipazione ampia e informata.

La scelta del tema, il respiro internazionale degli ospiti e l’attenzione alla formazione del pubblico giovane mostrano la coerenza del progetto con la sua missione originaria. Il risultato è una piattaforma in cui i libri non rappresentano solo materia di studio o passione personale, ma diventano occasione di dialogo civile, spazio di confronto e invito alla responsabilità condivisa. Il tutto con un’attenzione costante al legame con il territorio di Roma e del Lazio, a cui la rassegna continua a offrire una prospettiva informata e inclusiva.