Nuove regole per le librerie indipendenti di Roma. Anche per quelle più piccole. La delibera approvata dalla Giunta prevede, tra i punti pensati per la valorizzazione dei presidi culturali, la possibilità di servire cibi e bevande anche per le librerie con superficie non inferiore ai 50 metri quadrati, rispetto ai 100 previsti dalle norme attuali.
Il provvedimento, già approvato dalla Giunta e ora atteso in Assemblea Capitolina, prevede regole più flessibili per consentire di offrire cibi e bevande e ottenere spazi esterni per attività culturali e iniziative aperte al pubblico.
L'obiettivo dell'amministrazione è quello di dare ossigeno a un settore che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con costi crescenti e concorrenza sempre più forte. Le nuove norme riguarderebbero soltanto le attività aperte da almeno due anni e nelle quali la vendita dei libri rappresenti la parte predominante del fatturato.
Il progetto ha già incontrato però l’opposizione di alcuni comitati e associazioni, soprattutto nei quartieri del centro storico. Da Monti a Trastevere, passando per Campo de' Fiori, Borgo e Testaccio, i residenti temono che la misura possa aprire la strada a una crescita delle occupazioni di suolo pubblico in zone già alle prese con problemi di rumore, traffico, rifiuti e sovraffollamento.
La preoccupazione è che, dietro l'intenzione di difendere la cultura, possano nascere nuove attività di somministrazione, alterando ulteriormente l'equilibrio di quartieri già sotto pressione per il turismo e la movida.
Di diverso avviso il Campidoglio, che respinge le critiche. L'assessorato alla Cultura sottolinea che gli spazi esterni sarebbero limitati e accessibili soltanto a realtà che dimostrino di avere nei libri la propria attività principale. L'idea, spiegano dal Comune, è quella di rafforzare il ruolo delle librerie come luoghi di incontro, dibattito e aggregazione culturale.