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Leone XIV a Douala: messa con 120 mila fedeli, «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini»

Leone XIV a Douala: messa con 120 mila fedeli, «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini»

san.pietro.free.pixabay

Leone XIV ha proseguito il viaggio in Camerun celebrando una messa a Douala davanti a 120 mila fedeli, sotto un sole intenso e in un clima umido. Sulla spianata accanto allo stadio, il Pontefice ha esortato i credenti al coraggio della testimonianza e alla ricerca della pace: «I cristiani testimoniano anche davanti a minacce e oltraggi. L’umanità ha fame di pace».

La celebrazione e il messaggio

Nel cuore della liturgia, il Papa ha richiamato l’esempio dei primi discepoli: «I primi cristiani danno testimonianza coraggiosa del Signore Gesù davanti a difficoltà e minacce, e perseverano anche tra gli oltraggi». Ha quindi invitato a un rinnovato slancio spirituale: «per fare del vostro spirito fiero una profezia del mondo nuovo, prendete come esempio ciò che abbiamo ascoltato negli Atti degli Apostoli», ricordando con forza: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini».

Il Pontefice ha insistito sulla necessità di parlare con franchezza evangelica e senza timore, sottolineando la trasformazione possibile nella vita di ciascuno: «L’annuncio cristiano cambia la nostra storia, trasformando le menti e i cuori».

La moltiplicazione e la condivisione

Il Vangelo del giorno ha proposto la moltiplicazione dei pani e dei pesci, che «accade nella condivisione, ecco il miracolo!», esclama Prevost nell’omelia in francese e inglese. «C’è pane per tutti se a tutti lo si dona… Così facendo, il cibo abbonda: non viene razionato per emergenza, non viene rubato per contesa, non viene sprecato da chi si ingozza davanti a quanti non hanno nulla da mangiare».

Il Papa ha riconosciuto le fatiche del cammino cristiano: «Certo, essere testimoni di Cristo, imitando i suoi gesti d’amore, comporta spesso difficoltà e ostacoli, sia fuori che dentro di noi, dove l’orgoglio può corrompere il cuore. In questi momenti, però, ripetiamo col salmista: “Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?”». E ha richiamato l’urgenza di rispondere a chi è «affamata e oppressa dalla fatica»: la pagina evangelica «ci fa vedere non solo come Dio nutre l’umanità con il pane della vita, ma come noi possiamo portare questo cibo a tutti gli uomini e le donne che hanno fame di pace, di libertà, di giustizia come noi». «Ogni gesto di solidarietà e perdono, ogni iniziativa di bene è un boccone di pane per l’umanità bisognosa di cura. E tuttavia questo non basta. Al cibo che alimenta il corpo occorre infatti unire con uguale carità il nutrimento dell’anima, che alimenta la nostra coscienza, che ci sostiene nell’ora buia della paura, tra le tenebre della sofferenza».

Douala tra sviluppo e disuguaglianze

Douala, porto affacciato sul Golfo di Guinea e sull’Atlantico, lungo l’estuario del fiume Wouri, è considerata la capitale economica del Camerun. Da qui si esportano petrolio e alluminio, cacao e caffè, ma il Papa ha attraversato anche quartieri di baracche e case in mattoni d’argilla, tra viottoli sterrati e canali di scolo colmi di rifiuti, che evidenziano una distribuzione della ricchezza tutt’altro che uniforme. Migliaia di persone hanno salutato il passaggio del corteo per chilometri, trasformando la città in un grande abbraccio popolare.