Lenola resta al centro dell’attenzione per la vicenda dell’asilo nido comunale Piccoli Passi. In una nota, la Fp Cgil definisce la nuova gestione un cambio di fase destinato a incidere sulla comunità locale: “Dopo oltre un quarto di secolo di attività ininterrotta, la gestione di un presidio pubblico e sociale attivo da ben 26 anni viene definita e consegnata integralmente alla sfera del settore privato”. Per il sindacato, si tratta di “un passaggio di profonda e grave rottura per la comunità di Lenola”.
La posizione del sindacato
Nella comunicazione firmata dal segretario generale Vittorio Simeone, la Fp Cgil parla di un atto che “comporta il definitivo ridimensionamento della matrice pubblica del servizio e la cancellazione di un'esperienza consolidata, costruita e garantita negli anni con profonda dedizione e altissima professionalità dalla Cooperativa L’Aquilone”. Al centro del dossier figura la tenuta del servizio educativo in città e la sua continuità pedagogica.
Il nodo occupazionale e le responsabilità indicate
Secondo il sindacato, il punto critico è il mancato riassorbimento del personale storico. “Siamo dinanzi a un quadro che supera di gran lunga la dimensione del mero avvicendamento gestionale”, si legge nella nota, di “una precisa e consapevole scelta di indirizzo politico e amministrativo, le cui ripercussioni negative investono in maniera diretta la continuità del percorso educativo, la stabilità delle famiglie degli utenti e la tutela dell'organico in servizio. Al centro della vertenza vi è infatti il ridimensionamento della tutela occupazionale delle sette educatrici della Cooperativa L’Aquilone, figure storiche che per generazioni hanno accolto ed educato i piccoli cittadini di Lenola”. La Fp Cgil imputa al Comune “la mancata attuazione di azioni concrete volte alla tutela dei livelli occupazionali del personale uscente, in palese e grave disattesa degli impegni assunti dall'amministrazione stessa dinanzi al prefetto di Latina”. Nonostante le “reiterate sollecitazioni inviate” e la “formale attivazione del tavolo di raffreddamento presso la Prefettura”, l’amministrazione “non ha inteso dare seguito a un iter negoziale compiuto e risolutivo per la salvaguardia lavorativa”. Una condotta definita “inerziale” che, per la sigla, ha prodotto la “risoluzione dei rapporti di lavoro di professioniste dotate di qualificata e pluriennale esperienza specifica nello stesso plesso comunale”.
Le critiche al nuovo gestore
Nella nota si evidenziano rilievi anche verso il nuovo gestore “che ha motivato l'esclusione dell'organico storico con l'introduzione del metodo Montessori. Fermo restando il valore scientifico del modello pedagogico montessoriano - aggiunge il segretario Simeone -, questa organizzazione contesta fermamente l'adozione di una nuova linea didattica disgiunta da un idoneo piano di riqualificazione, formazione e valorizzazione del personale uscente. Le educatrici della Cooperativa L'Aquilone, pur in possesso dei requisiti abilitativi e dei titoli previsti dalla normativa vigente, sono state ingiustificatamente estromesse, privando il servizio della necessaria continuità relazionale e pedagogica”, con una “totale assenza di un’effettiva volontà di dialogo".
La chiosa della Fp Cgil
Il sindacato conclude rimarcando l’impatto sulla comunità locale e sulla qualità del servizio: “La cancellazione della continuità educativa e il mancato riassorbimento del personale della Cooperativa L’Aquilone rappresentano una pagina estremamente cupa per la storia amministrativa e politica della città di Lenola”.