Le ferrovie d’Italia, un viaggio lungo 164 anni: prorogata la mostra al Vittoriano e nel Giardino grande di Palazzo Venezia. Dal Risorgimento alle sfide della mobilità sostenibile, passando per l’Unità nazionale, il boom economico e l’Alta Velocità: la grande mostra dedicata alla storia delle ferrovie italiane continua il suo percorso a Roma. Visto il grande successo di pubblico, l’esposizione ospita252ta al Vittoriano e a Palazzo Venezia resterà aperta fino al 28 febbraio 2026.
Le ferrovie d’Italia, un viaggio lungo 164 anni: la mostra al Vittoriano prorogata fino al 28 febbraio
È prorogata fino al 28 febbraio 2026 la mostra Le ferrovie d’Italia (1861-2025). Dall’Unità nazionale alle sfide del futuro, promossa e organizzata dal VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia insieme al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. L’esposizione è allestita nella Sala Zanardelli del Vittoriano e nel Giardino grande di Palazzo Venezia e ha già superato, nel primo mese di apertura, i 64mila visitatori.
Curata dalla direttrice generale del VIVE Edith Gabrielli, la mostra propone un racconto di oltre un secolo e mezzo in cui i binari diventano filo conduttore delle trasformazioni sociali, economiche, culturali e tecnologiche del Paese. Un viaggio che intreccia storia nazionale e storia ferroviaria, due percorsi inseparabili: le ferrovie hanno unito territori framonetati, ridotto le distanze, favorito scambi e mobilità, contribuendo in modo decisivo alla costruzione dell’Italia moderna.
Non è casuale la scelta del Vittoriano come sede dell’esposizione. Monumento simbolo della Nazione, concepito all’indomani della morte di Vittorio Emanuele II, il Vittoriano rappresenta un luogo di memoria e di identità collettiva, oggi spazio vivo di riflessione sui valori fondativi dell’unità nazionale in un contesto democratico ed europeo. La mostra si inserisce inoltre nelle celebrazioni per i 120 anni dalla fondazione delle Ferrovie dello Stato, avvenuta nel 1905.
Da allora, FS ha attraversato tutte le fasi cruciali della storia italiana: dalla ricostruzione del dopoguerra al boom economico, fino all’era dell’Alta Velocità e alla transizione digitale. Oggi il Gruppo FS conta oltre 96.000 dipendenti ed è protagonista di un vasto piano di investimenti, superiore ai 100 miliardi di euro in cinque anni, orientato a infrastrutture più resilienti, servizi di qualità e una mobilità sempre più sostenibile e intermodale.
Il percorso espositivo
La storia delle ferrovie italiane si articola in quattro sezioni cronologiche e una sezione didattico-dimostrativa. La prima sezione, dal 1861 al 1904, racconta la difficile trasformazione delle prime reti regionali in un sistema effettivamente nazionale. La seconda sezione, dal 1905 al 1944, affronta l’età della gestione statale, con la fondazione di FS, delle innovazioni tecniche, dell’uso politico e militare della ferrovia, fino al regime fascista e alla Seconda guerra mondiale.
La terza sezione, dal 1945 al 1984, vede al centro la ricostruzione postbellica, il boom economico e il ruolo dei treni nelle grandi migrazioni interne e nel pendolarismo quotidiano. La quarta sezione, dal 1985 a oggi, verte sull’Alta Velocità, la digitalizzazione e le sfide della sostenibilità, aprendo uno sguardo al futuro.
La sezione didattico-dimostrativa, infine, si trova nel Giardino grande di Palazzo Venezia: due monumentali riproduzioni in scala permettono di apprezzare le qualità estetiche del “Settebello” e dell’“Arlecchino”, icone del design italiano del dopoguerra. La mostra, che parte da un impianto storico rigoroso, affronta il tema con un accentuato carattere interdisciplinare.
Quattro in ogni sezione gli assi principali di lettura, che si concretizzano in altrettanti pannelli informativi. Questi assi mettono in luce l’impatto delle ferrovie e, insieme, la loro capacità di trasformazione. Oltre che mezzo di trasporto, il treno era ed è un dispositivo capace di mutare la percezione del tempo, ridefinire il concetto di distanza e ispirare nuove visioni del lavoro, dell’identità e della comunità.
L’esposizione, che si avvale di un Comitato scientifico formato dal professor Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore, Pisa), dal professor Lorenzo Canova (Università degli Studi del Molise), dal professor Andrea Giuntini (già Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) e dal professor Stefano Maggi (Università degli Studi di Siena), è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. Per tutta la durata dell’esposizione il team didattico del VIVE propone un ricco programma di attività rivolte a bambini, famiglie, utenti con esigenze specifiche, scuole di ogni ordine e grado.