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Lazio, tifosi contro Lotito: stop ad abbonamenti e boicottaggi

Lazio, tifosi contro Lotito: stop ad abbonamenti e boicottaggi

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I gruppi organizzati dei tifosi della Lazio rilanciano la protesta contro Claudio Lotito con iniziative che puntano a incidere su stadio, televisioni e sponsor. A Roma, dopo una stagione segnata da posti vuoti all’Olimpico nonostante gli abbonamenti, la mobilitazione prosegue con nuove indicazioni rivolte alla base biancoceleste.

La mobilitazione allo stadio e oltre

I sostenitori annunciano che non si tessereranno per la prossima campagna abbonamenti allo Stadio Olimpico, che non è ancora partita. La scelta si inserisce nel solco della linea già adottata nell’ultima stagione, quando molti abbonati avevano comunque disertato le partite casalinghe. Il messaggio di dissenso viene esteso anche fuori dagli spalti, con l’obiettivo dichiarato di toccare tutti gli interessi collegati alla presidenza del club.

«Motivo della disdetta? Scrivere, Lotito»

Le azioni annunciate dai gruppi

La comunicazione diffusa dagli ultras descrive un perimetro ampio del boicottaggio abbonamenti e dei servizi a pagamento che trasmettono le gare biancocelesti, con un appello a intervenire anche sul fronte commerciale e politico. Nel testo si legge: «Disdiremo in blocco e non rinnoveremo gli abbonamenti a tutte le piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio, per sensibilizzare ulteriormente l'ambiente sportivo italiano, sia economicamente che visivamente, sul gravissimo stato in cui verte la nostra amata Lazio - si legge in un comunicato -. Boicotteremo tutte quelle attività che daranno il loro appoggio a questa presidenza, siano essi sponsor o partner vari. Un boicottaggio che non è iniziato da noi, ma da chi ha imposto ai tesserati della SS Lazio di non frequentare le attività gestite dai tifosi più in vista. Finché il sig. Lotito resterà alla guida della SS Lazio, non daremo il nostro voto a Forza Italia e ad i candidati da lui sostenuti, fossero anche tifosi della Lazio. Questa scelta è stata provocata dal senator Lotito, il quale ha voluto mischiare in più occasioni il suo ruolo di presidente della Lazio con quello di Senatore della Repubblica, trascinando la politica all'interno di questa disputa con la tifoseria».

La dimensione locale della protesta

La contestazione coinvolge direttamente Roma e il territorio del Lazio, toccando lo stadio, le piattaforme tv e le aziende sponsor legate alla squadra. L’iniziativa arriva a meno di un anno dalle elezioni e pone al centro il rapporto tra società, tifoseria e realtà economiche connesse al club capitolino, in un quadro che resta in evoluzione e che verrà seguito con attenzione sul piano cittadino.