Kenneth Taylor si presenta alla sosta con un carico di aspettative e una convocazione che a Roma viene letta come segnale di maturità. Il centrocampista della Lazio è rientrato nel gruppo dell’Olanda guidata da Xavi e guarda con decisione alla Nations League, mentre a Formello resta il ricordo di un’estate turbolenta trasformata in occasione di crescita. Domani sera gli Oranje affronteranno la Germania nell’esordio del nuovo commissario tecnico, un passaggio che il giocatore biancoceleste vuole vivere da protagonista.
Da un’estate inquieta al rilancio in biancoceleste
A fine luglio le telecamere dei canali ufficiali biancocelesti ripresero un momento destinato a far discutere. Rino Gattuso spedì Taylor sotto la doccia durante l’allenamento, lo giudicava privo del necessario mordente. Seguirono un confronto e parole distensive dell’allenatore, che archiviò così l’episodio. «Dopo mezzora per me era tutto finito. Ora alziamo l’asticella». Da lì in avanti il centrocampista ha progressivamente rialzato la soglia della prestazione, ritrovando ritmo, intensità e un ruolo centrale nel progetto tecnico.
La svolta è coincisa con l’arrivo di Frattesi, che ha spostato equilibri e gerarchie nella mediana. Taylor ha ripreso a incidere con qualità e continuità. Nella trequarti offensiva ha fatto registrare 68 passaggi riusciti e 6 occasioni create su azione (come Zaccagni), numeri che lo hanno rimesso in cima ad alcune classifiche interne. A Venezia ha prodotto tre tiri, di cui due dentro l’area arancioneroverde, più 4 tocchi in zona calda, 7 duelli e 3 contrasti. Il rigore trasformato da Zaccagni nasce da una sua iniziativa palla al piede nell’area avversaria, ulteriore conferma di una crescita visibile anche allo Stadio Olimpico di Roma.
La chiamata di Xavi e le parole dell’azzurro d’Olanda
La convocazione con l’Olanda mancava da marzo 2025 e Taylor l’ha accolta con equilibrio e ambizione. Al portale Voetbal Primeur ha spiegato il primo contatto con il nuovo ct. «Non ho ancora parlato con Xavi individualmente. Abbiamo parlato di quello che chiede alla squadra. Abbiamo provato il suo stile di gioco. Non posso rivelare esattamente cosa comporti, lo scoprirete». La gara di domani contro la Germania in Nations League segnerà l’esordio del commissario tecnico e il centrocampista biancoceleste spera di trovare spazio dopo l’ultima apparizione, datata 23 marzo 2025 contro la Spagna.
Il giocatore ha rimarcato come le scelte precedenti appartengano al passato e non rappresentino un peso. «Non chiamarmi è stata una scelta di Koeman, l’ex commissario tecnico. La rispetto. Si sa che bisogna dimostrare valore nel club di appartenenza». Oggi Taylor è inserito in una rosa di 26 convocati e ha chiaro l’obiettivo personale. «Spero di imparare molto durante questa pausa per le nazionali e di dimostrare cosa so fare. Ma voglio anche mettermi alla prova, questo è l’obiettivo. Mi sentirò soddisfatto se avrò giocato il maggior numero di minuti possibile. Ma questo dipende dall’allenatore. Io devo far bene in allenamento». L’ambizione resta dichiarata con semplicità. «Ogni giocatore vuole giocare, è ovvio».
Modelli tecnici e rapporti nello spogliatoio orange
Il nuovo corso olandese porta in dote idee e riferimenti tecnici ben riconoscibili. Quando il nome di Busquets emerge nel dialogo, Taylor non ha esitazioni. «Non ci si può paragonare a nessuno di quei tre. Se proprio devo sceglierne uno... mi piaceva molto guardare Busquets». In nazionale, inoltre, il centrocampista ha ritrovato la sintonia con l’amico Brian Brobbey, oggi al Sunderland. «Conosco molti dei ragazzi, ma parlo con Brobbey tutti i giorni. Parliamo di tutti, non solo di calcio». Chiusura con leggerezza e un sorriso grande così. «A chi somiglio io? A Messi».
L’asse con Frattesi e il peso nella Lazio di Gattuso
Nel sistema di Gattuso, Taylor e Frattesi hanno definito un equilibrio funzionale alla manovra: il primo tende a lavorare in una posizione più bassa, il secondo si alza a occupare lo spazio tra le linee. Attorno a questo moto alternato si sviluppa la trama del gioco. Il rendimento di Taylor è tornato quello dei primi cinque mesi in biancoceleste, con un profilo oggi più completo, efficace tanto nella pressione quanto nell’ultimo passaggio.
Il percorso non è stato lineare. A giugno una sua frase aveva fatto rumore. «Sono felice alla Lazio, ma punto più in alto». Le sirene di mercato si sono fatte sentire, dalla Premier League alla Juventus che lo aveva inserito in una lista di trequartisti. La società biancoceleste ha tenuto il punto con decisione, forte anche della posizione del presidente Claudio Lotito, che aveva fissato la valutazione a 40 milioni. La permanenza, col senno di poi, ha offerto a Roma una risorsa ritrovata e a Taylor un trampolino tecnico che lo ha riportato nel giro della nazionale maggiore.
Prospettive tra Olanda e campionato
La parentesi con l’Olanda rappresenta ora un banco di prova e un’opportunità per consolidare il nuovo status. Taylor sente di avere strumenti adatti alle richieste di Xavi e lo ha sottolineato senza clamori, lasciando che il campo dica il resto. Il contesto biancoceleste, intanto, gli ha offerto un ambiente dove recuperare fiducia e continuità, con l’Olimpico chiamato a fare da cassa di risonanza alla sua crescita nella seconda parte di stagione.
Con l’intreccio tra ambizioni personali e obiettivi della Lazio, il centrocampista si muove oggi su una traiettoria limpida: consolidare il proprio ruolo nella squadra di Gattuso e trasformare la fiducia di Xavi in minuti e responsabilità. La candidatura è stata presentata con fatti, numeri e parole misurate. Tocca ora alle prossime partite, tra Nations League e campionato, fissare il perimetro definitivo del suo rilancio.