Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha rilasciato una breve intervista a Il Messaggero dove ha parlato delle minacce ricevute e di mercato.
Le parole di Lotito
Sulle minacce...
"L'ultimo mi ha chiamato tre minuti fa... Minacce, insulti. Chiamano con lo sconosciuto e pensano che non li scopro, ma adesso scopriamo chi sono. Vogliono che venda la società, ma la Lazio non è in vendita. Io sono da sempre un combattente e mai un reduce, ma a tutto c'è un limite e qui è stato superato. Stampano manifesti, li attaccano sui cavalcavia... Si rende conto? Sono presidente da vent'anni e non mi sembra che la Lazio stia fallendo. Dopo la Juve è il club con più trofei in Serie A, ha sempre posizioni decenti in classifica, i conti in ordine e un fatturato trasparente. Non sono mica una cicala, ma una formica. Lo sa che in biglietteria ho ancora il nipote di Cragnotti? E che non ho mai chiesto un euro per un'auto aziendale o un rimborso? E poi lo stipendio: la Consob mi ha costretto ad assegnarmi un emolumento".
Su Chiesa...
"Non si possono pagare stipendi da 7-8 milioni di euro l'anno, ci sono regole e parametri da rispettare. Ci sono società con patrimoni netti negativi da 500 milioni di euro che dovrebbero portare i libri in tribunale".
Si riferisce alla Roma?
"No, i nomi li sta facendo lei".