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Lazio, Sarri si racconta il suo calcio

"Per me quello con il calcio è un innamoramento avuto fin da piccolo, coordinare 11 giocatori su un terreno non è proprio semplicissimo, ci vuole organizzazione e la vittoria è sicuramente importante per dare vigore alle idee". Il Sarri-pensiero parte da un calcio diverso a quello che vediamo oggi. Un calcio meno frenetico: un tasto su cui l'allenatore della Lazio spinge da diverso tempo.

Lo ha fatto anche in un'intervista esclusiva rilasciata a La Domenica Sportiva, distante la quale ha parlato della sua visione di questo sport: "Ritengo però che se si ha il piacere di giocare questo sia più appagante e porta di conseguenza anche migliori risultati".

Sarri ha intravisto la deriva del calcio: "Il calcio deve essere salvato da se stesso, si sta andando su una strada nella quale è impossibile mostrare la bellezza. Dover giocare 60 o 70 partite all'anno porta i giocatori ad allenarsi di meno e a produrre uno spettacolo meno bello. Siamo in una fase in cui lo sport è diventato un business, in cui conta di più l'apparenza ed è una cosa ridicola".

Ha aggiunto: "Se ti metti un obiettivo troppo semplice ti accontenti troppo facilmente. Un obiettivo dev'essere importante, un'utopia in modo tale da andare a letto non contento, così da sentirti in obbligo di migliorare tutti i giorni. Come allenatore cerco di far passare dei messaggi, dei valori. Io sono uno che cerca di migliorarsi tutti i giorni e cerco di adattare le mie idee in base ai giocatori che dispongo in quel momento", ha concluso.

G.