Edoardo Motta si prende la scena: contro l’Atalanta ha neutralizzato quattro rigori su cinque, una sequenza rarissima nel calcio d’élite. Da quando è approdato alla Lazio, i penalty respinti sono cinque su sei, includendo quello calciato da Orsolini nella sfida con il Bologna.
Record tra i pali
Pararne quattro di fila è un evento che proietta il portiere biancoceleste in un ristretto novero di specialisti del genere. Come ha sottolineato Giuseppe Pastore: "raggiungendo il rumeno Helmuth Duckadam (4 su 4, Steaua Bucarest-Barcellona, finale Coppa Campioni 1986), il russo Matvey Safonov (4 su 5, PSG-Flamengo, finale Intercontinentale 2025) e chissà chi altri". Un accostamento che fotografa la portata dell’impresa e colloca la prestazione di Motta in un contesto storico di assoluto rilievo.
La sequenza decisiva
Nella serata con l’Atalanta, Motta ha offerto una prova di letture e riflessi fuori dal comune, confezionando una serie quasi perfetta dagli undici metri. Il dato chiave è la continuità: quattro parate consecutive nello stesso confronto, unita alla percentuale complessiva con la maglia della Lazio che recita cinque rigori neutralizzati su sei. Numeri che, presi nella loro essenzialità, raccontano più di qualsiasi aggettivo.
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Un patrimonio tecnico per la Lazio
Una simile affidabilità sui tiri dal dischetto rappresenta un valore aggiunto per la formazione biancoceleste. La capacità di incidere nei momenti ad alta pressione è un segnale significativo, perché trasmette sicurezza al gruppo e può orientare episodi decisivi. Per ora restano i fatti: una prestazione straordinaria contro l’Atalanta, un trend confermato dal precedente con il Bologna e l’ingresso, a pieno titolo, in un club esclusivo di portieri capaci di fermare ripetutamente i rigori.