Una lunga chiacchierata, in cui ha parlato di tutto; calcio, vita, futuro e aspettative. Milinkovic Savic, intervistato da Pierluigi Pardo su Dazn, si è messo a nudo, raccontando e raccontandosi. Il centrocampista serbo è partito parlando della capacità della Lazio di battere anche le squadre più ostiche: “Abbiamo battuto tutte le grandi quest’anno, ma anche prima facevamo fatica con le “piccole”. Non c’è una spiegazione, ma so che non è normale, perché se vedi che puoi vincere con le grandi sai che devi farlo anche con le piccole. Questa è una bella stagione, non è ancora finita, speriamo di finirla dove vogliamo dal primo giorno. Daremo tutto per arrivarci”, riporta Lalaziosiamonoi.
Aggiunge Milinkovic: “Mi diverto perché abbiamo sempre palla noi. Con Sarri è il secondo anno: nel primo abbiamo avuto qualche difficoltà ma ora ci siamo abituati, abbiamo iniziato a divertirci. Sarri ci fa correre molto, ma se non corri non puoi giocare questo sport. Corri per prenderla, ma dobbiamo tenerla un po’ di più. Inzaghi? Fa un calcio diverso rispetto a Sarri, a partire dal modulo. Con Inzaghi giocavamo col 3-5-2, ora si gioca col 4-3-3: con Simone giocavamo spesso su di me con la palla alta, qui si gioca rasoterra. Adesso sono uscite finalmente le prestazioni che Sarri si aspettava da noi. Il gioco con i due moduli cambia molto perché col 3-5-2 sai sempre dove darla, hai più giocatori intorno. Col 4-3-3 corri di più, a me piace più il 3-5-2”.
Milinkovic racconta il derby
Poi, inevitabilmente, il capitolo derby: “Il derby è diverso da tutte le altre partite. Rappresenti un popolo intero, sai che non puoi sbagliare perché ogni cosa si ricorda di certe sfide. Rimane la partita più importante. Giocarlo in casa o fuori non cambia molto. All’ultima stracittadina eravamo un uomo in più e alla fine abbiamo fatto gol, portando a casa due derby in un anno. Sarri non è uno da tanti complimenti, ma ci siamo abituati. Ovviamente è contento ma non lo dice mai, perché magari pensa che poi ci rilassiamo. Dopo le partite c’è sempre la riunione, quando vinciamo ci attendiamo che dica qualcosa di bello. Contro la Juve ho fatto gol e per me il fallo su Alex Sandro non c’era. Si era buttato perché aveva capito che non sarebbe riuscita a prenderla. Anche Inzaghi non parlava dopo le partite, ma perché non aveva voce. Mi rimangono in mente le sue urla in campo”.
Aggiunge: “ Milan e Inter in Champions è qualcosa che nessuno si aspettava. Sarà bellissimo, me la guarderò e sarò contento di vedere due italiane. Con Immobile ci capiamo bene. So sempre dov’è, anche quando non lo vedo lo sento. Lui sa cosa gli posso dare e infatti questo si vede dagli assist che gli ho fatto. Sa sempre di avermi intorno. A noi piace giocare in avanti, lui c’è sempre, attacca la profondità. Senza di lui c’è Felipe, a lui piace venire incontro, a volte esagera ma l’importante è che ci faccia almeno 1 gol a partita. A lui non piace giocare da punta, viene incontro. Con lui ci si diverte di più. A Roma si sta bene. Sto qui da 8 anni, mi godo ogni giorno qui. Ultimamente non giro molto in città, ho visto tutto. Il Colosseo l’ho visto tante volte. Non mi piace la cacio e pepe, ma mi piacciono la Carbonara e l’Amatriciana”, conclude Milinkovic.
G.