Si è fatto un gran parlare di Luis Alberto nelle ultime settimane. Il tormentone è stato sempre lo stesso: va via o rimane? Lo spagnolo, come ha spesso fatto nella sua avventura alla Lazio, ha risposto sul campo. E lo ha fatto da campione. Il Mago è stato uno dei migliori della vittoria con il Sassuolo. Lo ha incoronato anche Sarri: “E’ stata la sua miglior partita da quando sono qui”.
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Lo spagnolo ha spento le polemiche e lavora per conquistarsi un posto da titolare fisso. Dopo la vittoria ha parlato così del suo futuro: “Se avessi avuto problemi con la società non sarei qui da sette anni. Ho un ottimo rapporto con il presidente e il direttore sportivo e dopo la sosta ho parlato con il mister e abbiamo chiarito tutto. Non siamo migliori amici ma abbiamo un rapporto normale”.
Ha poi spiegato: “Poi si vedrà, il mio desiderio è finire la carriera in Spagna. Ho parlato con il Cadice perché è la squadra del mio cuore, il presidente è mio amico, il direttore è mio fratello. Ho ancora due anni e mezzo di contratto qui e mi hanno detto che in questo momento la mia cessione è impossibile. Ma fin quando sarò a Roma darò tutto per la Lazio”.
Sull’assenza di Immobile Luis Alberto ha aggiunto: “Io e Sergej siamo dei giocatori di peso alla Lazio e da tanti anni che siamo qui. Quando manca il calciatore più importante che è Ciro Immobile dobbiamo spronare i compagni psicologicamente. Non devono cadere nell’errore di pensare che non c’è Ciro”.
Sul rigore tirato da Zaccagni: “Quando non c'è Ciro sono io il tiratore. Non sono egoista e non ho sentito per l’esigenza di dover fare gol a tutti i costi. Già era successo in passato con Caicedo e Correa. Mattia mi ha detto che si sentiva di calciarlo e allora l’ho lasciato a lui. Ciò che conta è che la squadra vinca e conquisti i tre punti”.
G.