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Lazio, Lotito: "Noi ci abbiamo sempre creduto. Con Sarri rinforziamo la squadra"

In pochi ci credevano a inizio stagione. Griglia finale pronosticata ad agosto: Lazio sempre fuori dai primi quattro posti. Eppure, oggi, eccola là, altissima, dietro solo al Napoli, a prendersi gli applausi anche di chi l’ha sottovalutata. Tra questi di certo non Claudio Lotito, che nella sua creatura ci ha sempre creduto.

Lo ha ribadito nel corso di un colloqui avuto con il Corriere dello Sport: “Noi ci credevamo. Solo chi all’inizio non ci considerava ora grida al miracolo. E’ stato fatto un buon lavoro, ognuno ha contribuito per la propria parte, i meriti per la Champions sono da dividere tra tutti”.

Il presidente biancoceleste ha parlato del rapporto con Sarri e di come, insieme, rinforzeranno la rosa: “So già cosa vuole. Parliamo tanto e di investimenti, forse ci incontreremo ma lo sento ogni giorno al telefono. Ci dirà le caratteristiche funzionali al suo calcio. Poi vedremo cosa riusciremo a realizzare, come la scorsa estate. L’allenatore deve fare l’allenatore, al resto penseremo noi. Sto continuando a strutturare la società”.

Poi spiega: “La Lazio deve essere rispettata per quello che è. Esiste una proprietà certa dal punto di vista civilistico, ho mantenuto il numero di matricola in Federazione, evitando il fallimento. Sotto l’aspetto emotivo, sono il custode del sentimento popolare. Non è più la Lazietta di una volta, come usavano chiamarla. Penso che storicamente la tendenza ad accontentarsi e non sforzarsi di andare oltre le proprie possibilità dipendesse dal non avere un riferimento sicuro”.

E ancora: “Lo vedo anche in altri club, magari spendono tanto e fanno dei risultati, perché comprano giocatori forti, ma non hanno una proprietà e restano al di sotto del potenziale. Mancano il senso identitario e di appartenenza. Il calcio è uno sport di squadra, non individuale. Non conta arrivarci vicino. Per vincere, devono concorrere tutte le componenti della società. E bisogna tirare fuori il massimo”.