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Lazio, l’analisi di Legambiente: città più calde e notti roventi

Lazio, l’analisi di Legambiente: città più calde e notti roventi

Legambiente diffonde i risultati di “Città più calde del Lazio”, un’analisi sulle temperature medie nelle 24 ore delle 20 città più popolose della regione, realizzata in collaborazione con TGR Lazio che ne ha anticipato i contenuti. Il focus riguarda i mesi estivi dal 1975 a oggi, con confronti per decenni e un approfondimento sul mese di giugno negli ultimi dieci anni.

I dati principali emersi

La temperatura media estiva urbana è cresciuta di oltre 3°C nel mezzo secolo considerato, con picchi di aumento fino a 8°C registrati a Guidonia Montecelio. Lo stesso comune risulta il più caldo sia lungo l’intero arco temporale sia nell’analisi delle medie di giugno dell’ultimo decennio, dove supera i 25°C sulle 24 ore, segnalando un’esposizione continua a valori elevati giorno e notte.

Il quadro più critico si concentra tra Roma est, Guidonia, Monterotondo e la pianura di Tivoli. In questa fascia si sommano distanza dal mare e dalle montagne abruzzesi, densità abitativa molto alta, traffico intenso, scarsa presenza di boschi e l’ampia area di cave del comparto del travertino. Questi fattori alimentano un effetto di ulteriore riscaldamento sulle aree urbanizzate.

Il commento di Legambiente

“Le nostre città sono sempre più invivibili di giorno e anche di notte, con temperature infernali, in estati progressivamente più lunghe. Analizzando le temperature di mezzo secolo delle città del Lazio, sono evidentissimi due elementi: da una parte un incontrovertibile innalzamento violento delle temperature, con aumento del numero di giorni caldissimi specialmente a fine primavera, dall’altra l’esistenza di luoghi ormai bollenti dove la temperatura elevatissima sta rendendo le città completamente invivibili in estate – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Per affrontare queste gravissime criticità bisogna contrastare incessantemente le emissioni climalteranti, con mobilità collettiva e sostenibile, produzione energetica da solare e fotovoltaico, economia circolare dei rifiuti, riconversione verde dell’ industria. Contemporaneamente però bisogna cambiare letteralmente i connotati alle nostre città prima che la crisi climatica lo faccia violentemente per noi: con rifugi climatici e ombreggiature urbane, togliendo migliaia di ettari di asfalto dagli enormi parcheggi neri e bollenti, rafforzando parchi, aree agricole, boschi, rendendo più adatte possibili le alberature stradali alle condizioni attuali, fermando cemento, consumo di suolo e moltiplicazione di nuove periferie, con scelte di abbattimento delle previsioni edilizie dei piani regolatori e politiche per il ripopolamento di piccoli borghi e aree interne”.

Metodo e fonti dei rilievi

L’analisi rielabora le temperature medie sulle 24 ore nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre degli anni 1975, 1985, 1995, 2005, 2015 e 2025, con ulteriore confronto per il solo giugno dal 2016 al 2026. I dati meteorologici provengono dall’archivio di ilmeteo.it, garantendo una base omogenea per i confronti tra i principali comuni del Lazio.