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Lazio, l'agente di Immobile: "E' un bene del calcio italiano"

Il regalo più importante se l’è fatto da solo, sul campo. Due gol scaccia crisi per riprendere la corsa alla vetta della classifica marcatori, ora distante a causa dei continui stop. Ciro Immobile ha steso la Salernitana e ha poi festeggiato i suoi 33 anni. E per l’occasione, in un’intervista rilasciata a tvplay, ha parlato l’agente dell’attaccante, Marco Sommella.

"Immobile è un bene del calcio italiano come in passato ce ne sono stati altri – ha detto Sommella - Nazionale? Ci vanno i migliori e io uno migliore di lui non lo vedo. E’ un momento, una generazione così, ricordo che quando giocava in U21 c’erano tanti ragazzi forti come Destro, Balotelli, Gabbiadini, ma che non sono riusciti a mantenere poi le premesse, lui invece un po’ come Verratti, Donnarumma, Bonucci o Chiellini ci è riuscito e da giocatori come lui bisogna ripartire per partecipare al prossimo Europeo in cui arriviamo da vincitori”.

Immobile ha raggiunto l’ottava posizione dei marcatori all time della Serie A. Ha messo nel mirino la leggenda Roberto Baggio, ma può spingersi anche oltre: “Con i tempi che corrono all’età che ha, sabato ha tirato fuori un altro coniglio dal cilindro, ci sono ragazzi di 36 anni che continuano a macinare numeri. Penso per esempio a Benzema, ma ce ne sono tanti altri che con tre o quattro anni in più continuano a fare la differenza. Toccando ferro, ma per diversi anni ancora Immobile potrà restare a questi livelli, poi chiaramente dovrà imparare a gestirsi, ma i presupposti ci sono tutti”.

Sui numeri di Immobile: “Da quando era ragazzino fino alla Juventus tutto quello che ha fatto se l’è costruito con i sacrifici e i fatti, perché quelli restano, le chiacchiere se le porta via il vento. Obiettivi per ora non se ne pone a lungo termine, ma quotidianamente, scarpa d’oro europea, più volte capocannoniere, tanti premi che ha ottenuto con la Lazio, non il Barcellona con tutto il rispetto. Gli altri si renderanno conto di ciò che ha fatto solo dopo, ho 45 anni, ho visto Toni, Vieri, Rossi, Inzaghi, tanti, nessuno aveva i suoi numeri, solo Totti, che però ha fatto 20 anni di A con la Roma. Poi il giocatore può piacere o non piacere, ma i numeri restano”.

G.