Più accessibilità nelle stazioni ferroviarie del Lazio, nuovi parcheggi e collegamenti più efficienti con gli altri mezzi di trasporto pubblico locale: è la direzione fissata dal protocollo d’intesa tra Regione Lazio e Rete Ferroviaria Italiana, approvato dalla giunta regionale con delibera del 17 settembre. L’accordo punta a una riorganizzazione complessiva degli scali per favorire l’intermodalità e rendere i servizi più fruibili per chi si muove ogni giorno tra Roma e il resto del territorio.
Accordo tra Regione Lazio e RFI
Nel primo semestre del 2026, RFI, le Regioni e le Province autonome hanno istituito un tavolo tecnico che ha definito le "Linee di indirizzo per lo sviluppo dell'intermodalità nelle stazioni ferroviarie", assunte come riferimento metodologico a livello nazionale. Il protocollo ora varato porta questi principi nel contesto locale, attuando quanto previsto dal Documento Strategico della Mobilità Ferroviaria (DSMF) del Mit, dal Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica (PRMTL) del Lazio e dai piani aziendali di RFI, il Piano Integrato Stazioni e il Piano Commerciale.
L’intesa non introduce un singolo intervento, ma un impianto coordinato: è concepita per trasformare le stazioni in veri nodi di scambio, favorendo l’integrazione tra treni, bus, bici, servizi di mobilità condivisa e auto in sosta. La cornice è definita, ora si passa alla progettazione puntuale su scala regionale.
Cosa prevede il protocollo
Il cuore dell’accordo è la redazione e l’attuazione di un programma dedicato allo sviluppo dell’intermodalità nelle stazioni di competenza RFI sul territorio laziale. Il documento prevede l’analisi e la riprogettazione unitaria degli spazi interni ed esterni: dalle aree pedonali alla sosta breve, fino alle zone destinate allo stazionamento dei bus e degli altri mezzi di trasporto. L’obiettivo è una razionalizzazione degli ambiti di uso pubblico, così da rendere più fluidi i percorsi di accesso e interscambio e da migliorare l’esperienza d’uso per passeggeri e accompagnatori.
Particolare attenzione è riservata all’accessibilità universale, con interventi orientati all’abbattimento delle barriere architettoniche e a una fruizione più semplice degli scali da parte di tutte le persone. La riprogettazione punterà anche a rendere più leggibili i punti di accesso e di attestamento dei diversi servizi, con segnaletica e percorsi pensati per ridurre tempi di attesa e di spostamento tra un mezzo e l’altro.
Stazioni come nodi multimodali
Il protocollo definisce la stazione come fulcro della rete di mobilità quotidiana: il potenziamento delle connessioni tra trasporto ferroviario, trasporto pubblico locale, mobilità ciclopedonale e servizi di sharing è considerato una leva prioritaria per semplificare gli spostamenti sull’asse Roma–Lazio. In quest’ottica rientrano l’incremento dei parcheggi di scambio e l’individuazione di aree dedicate alla sosta, in coerenza con la riorganizzazione complessiva degli spazi prossimi agli ingressi e ai marciapiedi ferroviari.
Tra le azioni previste compare anche l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, da collocare in aree idonee che non interferiscano con i flussi pedonali e con i percorsi di accesso ai binari. Per calibrare al meglio gli interventi sulla domanda reale, Regione e RFI metteranno a sistema banche dati demografiche, territoriali e di trasporto, così da disporre di una base informativa condivisa utile alla programmazione e al monitoraggio.
Tempi e modalità di attuazione
Regione Lazio e RFI si impegnano, nei prossimi dodici mesi, a redigere il programma dettagliato dei lavori e degli interventi. La realizzazione sarà regolata da successivi accordi o convenzioni attuative, in relazione alle risorse che si renderanno disponibili. Questa impostazione consente di allineare via via la progettazione esecutiva alle priorità individuate sui singoli scali e alle esigenze emerse dall’analisi dei dati condivisi.
L’accordo ha una durata definita: è valido fino al 31 dicembre 203 e, alla scadenza, si intende rinnovato automaticamente per altri cinque anni. In questo orizzonte temporale, l’azione congiunta di Regione e RFI potrà essere modulata in fasi, con la possibilità di aggiornare gli interventi sulla base dell’evoluzione della domanda di mobilità e dello stato delle infrastrutture.
Implicazioni per Roma e il Lazio
Per il sistema della mobilità di Roma e del Lazio, il protocollo rappresenta un passaggio operativo verso una rete più connessa ed efficiente. La riorganizzazione delle aree d’accesso, la disponibilità di parcheggi a servizio degli scali e l’integrazione tra treno, bus, bici e servizi condivisi possono semplificare i percorsi casa–lavoro e casa–studio, riducendo le discontinuità tra i diversi mezzi.
L’attenzione all’accessibilità e alla rimozione delle barriere architettoniche avvicina le stazioni a standard più inclusivi, con benefici tangibili per utenti con mobilità ridotta, famiglie e anziani. La prospettiva è quella di stazioni più ordinate, leggibili e facili da attraversare, in grado di sostenere la crescente domanda di spostamenti nell’area metropolitana di Roma e nei principali centri del Lazio.