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Due anni possono cambiare un destino sportivo. Il 13 marzo 2024 la Lazio annunciava con un video e un comunicato ufficiale le dimissioni di Maurizio Sarri, affidando momentaneamente la panchina a Martusciello. Fu uno scossone per l’ambiente romano, con giorni segnati da tensione e accuse incrociate, mentre salutava l’allenatore del secondo posto 2022-23 e dell’ottavo di Champions League conquistato contro il Bayern Monaco. A Roma, tra i tifosi biancocelesti, si aprì la fase più complessa, prima dell’inversione di rotta.
Il contesto delle dimissioni e l’eredità tecnica
Le dimissioni arrivarono dopo la sconfitta interna con l’Udinese, l’eliminazione dalla Champions per mano del Bayern e una stagione dal segnale incerto. Eppure, dopo la ventesima giornata, la squadra era quinta, a -1 dalla Fiorentina e appaiata all’Atalanta. La semifinale di Coppa Italia restò in dote a Igor Tudor, scelto dopo la parentesi Martusciello di una sola gara. Il tecnico croato tenne una media di 1,91 punti a partita, ma perse il derby ed uscì dalla Coppa, per poi rassegnare le dimissioni a causa della distanza di vedute sul mercato.
L’estate del richiamo e la scelta
Nell’estate 2025, dopo l’annata con Marco Baroni conclusa fuori dalle posizioni europee, la società ha richiamato Sarri. Le proposte non mancavano, ma – come indicato dal diretto interessato – fu il cuore a riportarlo a Formello. "NON ESCLUDO IL RITORNO". Dal 2 giugno, giorno dell’ufficialità, il tecnico ha accettato una rotta complessa pur di riallacciare il filo con la piazza di Roma.
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Un cammino in emergenza, la rotta resta tracciata
Il ritorno è stato segnato da un mercato bloccato a sua insaputa, da una media di sei giocatori infortunati a partita, da errori arbitrali continui e da cessioni eccellenti a gennaio, fino al fuoco amico. Il Comandante ha però mantenuto la promessa fatta in estate quando scoprì dello stop al mercato: sopportare tutto fino alla fine. Non è tempo di dimissioni, Sarri resta al timone per provare a condurre in porto una squadra che da giugno viaggia in piena emergenza.