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Lago Castiglione, nuovo impulso alla rinaturalizzazione

Lago Castiglione, nuovo impulso alla rinaturalizzazione

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A quasi vent’anni dal primo dossier, torna al centro del dibattito la rinaturalizzazione del lago Castiglione, nell’area archeologica di Gabii, a est di Roma. L’Area Metropolitana di Roma Capitale ha riaperto il fascicolo dopo una riunione dell’11 maggio, mentre dalla presidenza del consiglio dei Ministri sono arrivati 4,5 milioni di euro, di cui 2,8 milioni impegnabili sul bilancio 2026.

Il quadro dell’intervento

L’ipotesi di riportare l’acqua nel bacino, prosciugato nel 1890 per l’irrigazione dei terreni, affonda le radici tra le amministrazioni Veltroni e Alemanno, con un progetto redatto nel 2008. Nel novembre 2023 il VI municipio ha chiesto al commissario di Governo per il Giubileo 2025 di inserire la ricostituzione dell’area lacustre Gabii–Castiglione tra gli interventi giubilari. L’area si trova circa 20 chilometri a est della Capitale, al XII miglio della via Prenestina Antica.

Gli snodi tecnici

Prima dei cantieri restano da superare passaggi chiave. La priorità riguarda gli espropri: gran parte dello specchio lacustre ricade in proprietà private classificate come “seminative”, per cui sarà necessaria l’acquisizione delle aree. Sul fronte progettuale, è stato deciso di aggiornare il piano del 2008, affidando l’incarico all’architetto Piacenza, dirigente della provincia. Nel frattempo il contesto normativo è cambiato e il sito è divenuto parco archeologico, con vincoli diretti e indiretti che richiedono verifiche aggiuntive.

Le posizioni istituzionali

All’incontro in ex provincia hanno partecipato il consigliere capitolino Mariano Angelucci, il presidente del VI municipio Nicola Franco e il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, che ha favorito lo stanziamento. “La collaborazione è massima – dice, a RomaToday, il consigliere Mariano Angelucci – perché vogliamo tutti raggiungere l’obiettivo. Faremo un approfondimento progettuale, si verificheranno tutti i documenti e si stabilirà quali sono i costi per questo tipo di progettualità”. La necessità di aggiornare gli elaborati potrebbe infatti comportare costi superiori alle risorse disponibili, condizione che impone la copertura integrale prima della gara dei lavori.

In merito al fabbisogno economico, il minisindaco Franco ha chiarito: “Rampelli si è impegnato, nel caso in cui quei soldi non dovessero bastare, a farne arrivare di altri per realizzare il progetto – dice il minisindaco - avevamo promesso di cambiare la storia di questo municipio. Con il duro lavoro giornaliero lo stiamo facendo e anche le sfide impossibili non ci fermano”.