Un funzionario del ministero dell’Interno, avvocati, dipendenti Rai, insegnanti e imprenditori.
Ci sono decine di persone, anche con posizioni di un certo livello, da imprenditori ad avvocati, che hanno investito tra i 10mila e i 300mila euro nell’impresa di Roberto Zaccagnini, titolare della Phonemarketing, dietro la garanzia di riavere indietro il 56% in più delle somme versate attraverso la vendita al dettaglio di cellulari rigenerati. Una sorta di quota associativa richiesta da Zaccagnini, ma di quel denaro si sarebbero perse le tracce. Ora la Procura di Roma, dopo diverse indagini ha chiesto il rinvio a giudizio di Zaccagnini, 60 anni, con l’accusa di attività finanziaria abusiva. Lo stesso reato per cui in passato era finito nel mirino degli inquirenti Massimo Bochicchio, il broker accusato di aver truffato numerosi vip morto il 19 giugno del 2022 in un incidente stradale. C’è poi un’altra inchiesta, della Procura di Velletri, che indaga con l’accusa di truffa dopo la denuncia presentata da chi ha versato il denaro, ma non ha visto in cambio nulla. Oltre alle procure si è mossa anche la Consob, che ha accertato come questo sistema violasse le regole della raccolta fondi attraverso strumenti finanziari. L’istruttoria della Consob si è conclusa con l’invio degli atti alla Procura. Decine le denunce arrivate.