"Non c’è limite al peggio quando si tratta di interpretare le istituzioni come un possedimento privato, un giardino di famiglia dove accogliere ospiti a proprio piacimento tra un impegno di Stato e un vezzo nostalgico. Apprendiamo con un misto di sconcerto e divertita rassegnazione che il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha deciso di trasformare Palazzo Madama nella scenografia per il prossimo capitolo della saga della "famiglia nel bosco", fissando l’udienza con i genitori per mercoledì 25 marzo”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista, che continua: “E' la conferma definitiva di un’allergia cronica al concetto di terzietà: per La Russa, il Senato non sembra essere il tempio della democrazia, ma un ufficio di rappresentanza dove invitare chiunque sia funzionale alla narrazione identitaria del suo partito, infischiandosene del rispetto dovuto ai procedimenti giudiziari e al lavoro delicatissimo dei servizi sociali. che si occupano di casi delicatissimi legati ai minori”.
Dunque, prosegue, “Siamo di fronte a un’occupazione muscolare degli spazi pubblici gestita con una sicumera che sfiora l’arroganza, dove il diritto di critica viene liquidato come un’interferenza nella vita privata di chi, evidentemente, fatica a distinguere il proprio tinello dalle sedi dello Stato. Mentre il Paese affoga tra carovita e tagli al sociale, il Presidente del Senato preferisce dedicarsi alla botanica istituzionale e a riceve i protagonisti delle cronache popolari, offrendo uno spettacolo di raro provincialismo politico che offende la dignità della Repubblica", conclude Barbera, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista.
Max
