La Roma batte per due a zero contro i Rangers nella quarta giornata di Europa League. I giallorossi chiudono la sfida scozzese già nel primo tempo con le reti di Soulé (al primo gol nelle coppe europee) e di Pellegrini, su assist di Dovbyk.
La Roma di Gasp vola: 0-2
La squadra di Gasp controlla il ritmo della partita concedendo le briciole ai padroni di casa che non impegnano mai Svilar. Ottima gestione e controllo del match per la Roma che torna alla vittoria in coppa dopo le due sconfitte casalinghe contro Lille e Viktoria Plzen. Prossima partita in Europa League il 27 novembre all'Olimpico contro il Midtjylland.
La vittoria contro i Rangers può rappresentare, per la Roma di Gian Piero Gasperini, molto più di un semplice successo europeo: è un segnale di crescita, di consapevolezza e di fiducia in vista del prossimo cruciale impegno di campionato prima della sosta. In una serata in cui i giallorossi hanno mostrato compattezza, ritmo e determinazione, il gruppo ha dato la sensazione di aver assimilato i principi di gioco del nuovo tecnico, che fin dall’inizio ha chiesto intensità, pressing alto e coraggio nella costruzione.
Contro gli scozzesi, la Roma ha offerto una prova convincente sia sul piano tattico sia su quello mentale. Il pressing coordinato, la gestione del possesso e la capacità di reagire nei momenti difficili hanno fatto la differenza, con alcuni singoli in grande spolvero: il centrocampo ha dominato, la difesa è apparsa solida e l’attacco ha ritrovato brillantezza e incisività. Tutti segnali incoraggianti, soprattutto se si considera la fatica delle ultime settimane, in cui i risultati in Serie A erano stati altalenanti.
Ora, con tre punti importanti e un morale ritrovato, la squadra si prepara al prossimo appuntamento di campionato, che arriva in un momento chiave della stagione. Una vittoria potrebbe consolidare la posizione in classifica e dare slancio alla rincorsa verso gli obiettivi fissati dalla società. Gasperini sa che il lavoro non è finito, ma questa Roma comincia finalmente a somigliare all’idea di calcio che il tecnico aveva immaginato sin dal suo arrivo.