Non è stata la notte sognata dai romanisti. Non c’è stato l’aggancio all’Inter al secondo posto, non c‘è stata nemmeno la rivalsa nei confronti del doppio turno di squalifica confermato a Mourinho. Anzi, la sconfitta con il Sassuolo ha inasprito ancora di più gli animi giallorossi. Per la classifica che ora costringe la squadra di Mourinho a rincorrere le prime quattro della classe, seppur a pochissima distanza.
Ma, soprattutto, perché la Roma si è sentita nuovamente defraudata. Al club non è andato giù il rigore concesso da Fabbri e il successivo cartellino rosso sventolato a Kumbulla. La società non ha parlato dopo la partita, perché dopo la decisione di confermare la squalifica di Mou si è trincerata dietro un silenzio stampa che andrà avanti almeno per un’altra settimana.
L’allenatore portoghese era allo stadio, ha visto la gara in una stanza nella pancia dell’Olimpico. Era deluso per il risultato e la gestione della partita dell’arbitro. Non ha potuto prendere parte al confronto che c’è stato nello spogliatoio in vista della settimana decisiva che vedrà i giallorossi affrontare prima la Real Sociedad, poi la Lazio nel derby.
La rabbia per l’arbitraggio ritenuto ingiusto è scoppiata sui social, dove, in difesa della Roma, è arrivato anche il messaggio dell’ex presidente Rossella Sensi: "Alle ingiustizie non ci si abitua mai. Dopo la squalifica a Mourinho arriva un arbitraggio a senso unico in una partita decisiva per la zona Champions che la squadra doveva comunque interpretare e giocare molto meglio. D’altronde il destino della Roma, come ricordava mio padre, è che per vincere bisogna soffrire il doppio degli altri. Lo sta provando sulla propria pelle anche Mourinho. E quel gesto delle manette temo non avrà gli stessi risultati ottenuti nel 2010. Spero che la Roma un giorno verrà considerata per quello che vale, proprio come tutte le altre squadre. Anche perché sbagliare è umano, perseverare è diabolico. E da queste parti si è perseverato parecchio".
G.