Ora la classifica per la Roma inizia a farsi interessante. I giallorossi, in attesa della Lazio, sono quinti e soprattutto sono staccati di appena due punti dall’Atalanta seconda. La vittoria con il Lecce arrivata nel solito Olimpico strapieno è stata sofferta ma importante. Ha portato con sé la consapevolezza che la squadra di Mou riesce a spuntarla anche in sofferenza ma anche che senza Dybala l’attacco fatica.
E ora che l’argentino sarà costretto a stare fuori per diverse settimane, spetterà a Abraham e Belotti trascinare la squadra. Mourinho intanto, ai microfoni di DAZN, ha raccontato la vittoria con il Lecce: “Non mi ricordo di tante partite in 11 contro 10 di avere la possibilità di chiuderla velocemente. Stanchezza sì. Stanchezza fisica e anche un po' mentale. Giocare giovedì e poi domenica è dura. Udinese e Atalanta si capisce che non giocano a metà settimana e hanno un'intensa diversa. Questa non è una giustificazione. Abbiamo iniziato bene la partita, con buona aggressività. Quando loro sono rimasti in 10 è diventato più difficile perché abbiamo gestito male. Quando sei stanco non riesci a giocare semplice, invece complichi le cose”.
Ha aggiunto il portoghese: “Non ho sentito paura, ma abbiamo complicato le cose. Eravamo uno in più e dovevamo sfruttarlo. Facevamo lanci lunghi e perdevamo palla. Troppi tocchi di palla, non mi è piaciuto come abbiamo gestito la palla. Loro hanno aspettato gli ultimi 5-10 minuti per rischiare con il risultato aperto. Solo Belotti ha avuto qualche sicurezza nel gioco. Noi abbiamo avuto le occasioni, ma oggi non abbiamo fatto una buona partita. Poteva anche succedere che loro trovavano il pareggio. Contro l’Atalanta abbiamo giocato bene ma abbiamo perso, oggi male ma abbiamo vinto. Il pareggio, oggi, sarebbe stato un disastro. La stanchezza è importante, ma si deve gestire meglio".
Sui tanti gol sbagliati Mou ha risposto: "Sì può allenare sempre e noi lo facciamo spesso dal punto di vista individuale e collettivo. L'occasione dove Tammy sbaglia, lui al 90' rimane fuori dal campo senza tornare. Questo è tipico di uno che è disperato. Anche in allenamento si sente molta autocritica quando uno sbaglia. Si sente subito il pensiero negativo. Il gol arriverà. I gol di Abraham e Belotti arriveranno. Anche Zaniolo deve segnare. Quello che mi preoccupa è la poca gestione della partita. Noi studiamo tanto gli avversari, sappiamo come pressano. Mi sembra che il mio italiano stia diventando terribile perchè i miei giocatori, a volte, fanno il contrario di quello che dico. Forse è anche stanchezza. Quando sono andati via Mkhitaryan e Veretout, poi Wijnaldum si è infortunato e lui sarebbe stato il giocatore che doveva dare ritmo alla squadra. Onestamente manca quel giocatore", ha concluso.
G.