Roma accoglie oggi Hideo Kojima con un doppio appuntamento de Il Cinema in Piazza, pensato per esplorare i film che hanno alimentato la sua visione artistica. È il gran finale di una tre giorni sviluppata in sette incontri, che ha già visto protagonisti Nicolas Winding Refn, Gaspar Noé e Dario Argento, riuniti in un confronto tra autori dallo stile radicale.
Al Cinema Troisi il tributo alla cultura pop giapponese
Alle 18:30 il primo incontro è al Cinema Troisi, dove Kojima presenta Female Prisoner Scorpion: Jailhouse 41 di Shunya Itō (biglietti ancora disponibili). Considerato una pietra miliare della cultura pop giapponese degli anni Settanta, il film ha inciso sul modo in cui il game designer costruisce le sue storie, tra tensione visiva, personaggi estremi e scelte narrative di forte impatto. Un’occasione per capire da vicino i riferimenti che hanno contribuito alla nascita del mito di Metal Gear Solid.
A Monte Ciocci il dialogo con Dario Argento su Leone
Alle 21:15 l’appuntamento si sposta all’arena estiva di Monte Ciocci (ingresso gratuito), dove Kojima dialoga con Dario Argento su Il buono, il brutto, il cattivo, prima della visione condivisa con il pubblico. Il capolavoro di Sergio Leone è, nelle parole di Kojima, un “cardine della mia formazione culturale”. L’innovazione registica, il montaggio, i primi piani – quei tagli sugli occhi che Tarantino definirà “i Leone” – e la colonna sonora di Ennio Morricone hanno ridefinito il linguaggio del western, conquistando l’autore giapponese sin da adolescente. Vent’anni dopo, quel gusto per l’azione avrebbe guidato le dinamiche di un videogioco in stile “spara-tutto”, destinato a fare scuola.
Cinema e videogiochi, un dialogo che continua
Il percorso di Hideo Kojima, tra i più visionari autori di videogiochi, dimostra come il grande schermo possa influenzare profondamente la creazione interattiva. Dalla saga di Metal Gear Solid, con milioni di copie vendute e un’impronta indelebile sul genere, all’omaggio a Leone e alla cultura pop giapponese, la serata romana costruisce un ponte solido tra linguaggi, ribadendo la centralità del cinema nella sua ricerca.